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Un compleanno molto speciale ...



Non ho memoria di avere mai avuto così tanti amici con me a festeggiare il mio compleanno! Martedì 12 settembre invece c’erano più di 40 persone al ristorante Lalibela in via Faenza per ascoltare il mio racconto sull’Eritrea, ex colonia italiana da me visitata nel 2012 insieme a mia moglie Elena ed altri due rotariani presenti alla serata. Tutto il simpatico locale etnico era a nostra disposizione e due ragazze in costume tradizionale ci hanno perfino preparato il classico caffè partendo dai semi ancora verdi, seguendo il tipico rituale locale. Li hanno tostati davanti a noi su un fornello a legna, successivamente macinati e mescolati per oltre mezz’ora con l’acqua bollente fino a servirci, a fine pasto un caffè estremamente aromatico apprezzato da tutti, accompagnato da pop corn, così come avviene nel Corno d’Africa.



Durante la mia relazione, accompagnata da una proiezione di mie foto, ho parlato di questa splendida terra che divenne colonia italiana nel lontano 1890 ( l’Eritrea) e da allora ha avuto stretti legami con il nostro paese. Le prima base commerciale italiana risaliva al 1864, ceduta dai sultanati ottomani senza colpo ferire. Negli anni successivi invece vi furono sanguinose battaglie per ottenere, col beneplacito dell’imperatore d’Etiopia, la possibilità di avere una vera e propria colonia. Questa servì poi come trampolino di lancio all’esercito di Mussolini per attaccare di sorpresa, nel 1935, proprio l’Etiopia del Negus Hailé Selassié, per avere un nuovo “posto al sole” che durò solo fino al 1941 quando perdemmo l’intera Africa Orientale per la superiorità delle truppe alleate. Dopo la Seconda Guerra Mondiale le cose però non furono semplici per il Corno d’Africa. I trattati di pace assegnarono l’Eritrea all’Etiopia ma da allora si susseguirono anni turbolenti in quanto ormai l’Eritrea aspirava ad una sua nuova indipendenza. Si dovette aspettare addirittura il 1993 per vedere i due stati indipendenti dopo decine di migliaia di morti. E la storia non è ancora finita in quanto l’Etiopia venne penalizzata privandola di uno sbocco al mare, cosa che certamente prima o poi porterà a nuove violenze fra due popoli che invece hanno tutto in comune, dalla lingua alla religione fino alle tradizioni. Le vere differenze fra Eritrea e Etiopia sono invece legate alla diversa influenza che ha avuto l’Italia sui due paesi. In Eritrea, e soprattutto ad Asmara, l’Italia è ancora nell’aria; si mangia ancora all’italiana e passeggiando per le strade sembra di fare un viaggio nel tempo, come fossimo ancora in una elegante città italiana degli anni ’30! Gli edifici del centro sono costruiti in stile “razionalista” ma spesso con un’eccentricità e con azzardi che nessun architetto dell’epoca ha mai osato realizzare in Italia. Proprio per questo recentemente l’UNESCO ha dichiarato Asmara patrimonio dell’umanità incoraggiando il governo, ormai degenerato in una spietata dittatura, a investire nel restauro di


Ma adesso due parole sul cibo. Avevo timore che il semplice menu non venisse ben accolto da molti palati, al contrario tutti sono rimasti entusiasti, grazie anche alla scelta di far preparare più piatti, di carne, di pollo o vegetariani, a scelta dei singoli commensali, sempre accompagnati da purea di legumi e serviti sull’engera, una specie di piadina porosa, morbida, fatta con grano fermentato dal caratteristico sapore acidognolo. Il tutto preceduto da samoza, involtini croccanti molto apprezzati da tutti.

E alla fine, mentre l’aroma del caffè e dell’incenso riempiva l’aria, ecco la sorpresa riservatami dal presidente Rosseti: una splendida torta di frutta ha fatto ingresso in sala.

Una serata davvero ben riuscita e per me molto emozionante. Ringrazio tutti per l’affetto nei miei confronti e spero di poterla ripetere in un'altra occasione parlando di qualche altro paese da me visitato, facendolo vivere a tutti anche attraverso i sapori della cucina locale.

( testo e foto a cura del Socio Filippo Cianfanelli)


VIVA IL ROTARY!!


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