“Aggiornare la Costituzione”: un “libercolo” tutto da leggere...

Con queste parole il P.P. Franco Puccioni ha concluso la sua breve chiacchierata softly softly, con l'abituale bel garbo,  ma con la voce ferma di chi è ben convinto di cosa dice,  stringendo in mano il “libercolo”  che sventola a mo' di ventaglietto per farcelo vedere. E' scritto bene, dice, lo ha commissionato lo stesso editore (Donzelli ) a uno storico, il friulano prof.Guido Crainz autore di molti libri di storia italiana contemporanea (fra cui una Storia della Repubblica, ed. Donzelli ), e ad un costituzionalista della nostra “Cesare Alfieri” (Scienze Politiche) il prof. Carlo Fusaro, autore di un manuale universitario fra i più diffusi, il Corso di Diritto Costituzionale  (edit. Il Mulino).

Questa la conclusione della sua relazione su “Referendum Costituzionale: i termini della questione” svoltasi nel  silenzio di tomba (miracolo...) dei numerosi  presenti l'11 ottobre al Westin Excelsior. Siamo almeno una quarantina, tra Soci e ospiti, altro miracolo per un Caminetto, particolarmente apprezzato dal Presidente e di cui va giustamente orgoglioso: onore al merito!  Fra gli ospiti anche due nipoti di Nino C., uno giusto in età di voto (18 da pochi mesi) , accorso con la sorellina (13 quasi 14) incredibilmente interessata all'argomento non proprio da neo-teenager, e invece...eccola qui ad ascoltare, vicino alla nostra Barbara, decisamente impegnata a fare da chioccia alla piccoletta. Grazie Barbara!

Il Presidente Giancarlo Landini apre puntualissimo la serata  spillando con evidente soddisfazione il nostro nuovo  Socio Onorario, che è il suo grande-capo dott. Paolo Morello Marchese (Direttore Generale ASL Toscana Centro) il quale  dichiara subito con un largo ironico sorriso di essere “sempre molto obbediente a ciò che Giancarlo gli dice di fare” per cui quando gli ha proposto di entrare nel nostro Club come Socio Onorario “non poteva non accettare”! E' di ottimo umore e scherza così  con tutti noi come fa anche al lavoro con Giancarlo “per spezzare la tensione,  almeno lo spero”. Benvenuto fra noi, viva il buonumore! 

La parola a Franco Puccioni, che tiene a precisare che lui “non  è un esperto della materia, ha dato da giovane l'esame di Diritto Costituzionale” come ogni futuro  avvocato *, ma sulla nostra Costituzione ha idee molto precise: “non è la più bella del mondo,” afferma deciso, nonostante che Roberto Benigni la apprezzi tanto, ma Benigni  sbaglia, e spiega perché . Quando la “Costituente” cominciò i suoi lavori “si usciva da una guerra persa dopo venti anni di  fascismo, di dittatura” per cui si  voleva assolutamente  “impedire una nuova dittatura” e così si pensò di privilegiare i poteri del  Parlamento, cioè il potere legislativo, limitando al massimo quello esecutivo, cioè i poteri del capo del  Governo, e potenziando il potere giudiziario. Si è così creato uno sbilanciamento dei poteri dello Stato, togliendo al Capo del Governo perfino la possibilità di  allontanare  un ministro che è  in disaccordo con il Governo, per cui se lui non si dimette se lo deve tenere...Non è un “Premier” all'inglese, non può indire nuove elezioni, è solo un “primus inter pares” cioè poco più di un Ministro. Ben diversa è la realtà americana dove la Costituzione,  nata nel 1787 e tuttora in vigore, regolamenta i tre Poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario)  “secondo il principio del “balance of powers” al quale i Padri Costituenti si sono strettamente attenuti, seguendo l'insegnamento di Montesquieu, tant'è che è stato affermato che hanno usato il “bilancino del farmacista” per determinare le facoltà dei tre poteri affinché nessuno prevalesse sugli altri, pur mantenendo il controllo del Parlamento sugli atti del Presidente, cioè del potere esecutivo, senza però indebolirlo. La debolezza del potere esecutivo porta infatti all'indebolimento dell'apparato statale, che perde progressivamente la disponibilità degli strumenti per dare, da un lato, attuazione alle norme di legge, e dall'altro per operare in quella materia in cui con un margine di discrezionalità più o meno ampio, gli organi esecutivi traducono in atti di governo gli indirizzi della gestione della cosa pubblica. (Testo in corsivo a cura di Franco Puccioni).

I Padri Costituenti italiani  hanno invece ritenuto più prudente (per prevenire un'altra dittatura) concentrare  i poteri dello Stato nei due rami del  Parlamento (Camera dei Deputati e  Senato), creando un sistema parlamentare “bicamerale perfetto” in cui le decisioni, anche quelle più urgenti, devono venir prese solo con  apposite Leggi, che necessariamente richiedono tempi lunghi per essere promulgate in quanto devono  essere approvate sia dalla Camera che dal Senato, che spesso si “palleggiano dall'uno all'altra” il testo,  apportandovi rispettivamente alcune  modifiche (emendamenti) che costringono ad un riesame e ad un'altra approvazione, e così di seguito finché lo stesso testo non è stato approvato da entrambi i  rami del Parlamento.

Inoltre, dice Puccioni,  le Leggi “per loro natura sono ordini astratti soggettivamente indeterminati indirizzati alla collettività dei cittadini (ad es.: Chiunque sequestra una persona...v.art.630 Cod. Pen.)”: se una Legge è stata concepita per risolvere un determinato problema non è detto che sia valida anche per risolvere gli effetti che da tale Legge possono derivare. Cita quindi quanto è accaduto con la Legge, promulgata dopo l'alluvione della Val di Fiemme,  che regola il livello delle acque negli invasi dei laghi artificiali durante il corso dell'anno,  obbligando i proprietari a svuotare gli invasi ove il livello raggiunto in un determinato mese superi la misura determinata dalla Legge per quel mese allo scopo di prevenire disastri ambientali:  qualche tempo  fa,  in Sardegna,   le abbondanti piogge autunnali fecero superare i livelli prescritti per tale periodo e gli invasi furono svuotati fino a raggiungere il minor livello prescritto. Nei mesi successivi seguì un lungo periodo di siccità e nella primavera  la città di Cagliari rimase a corto di acqua potabile: per colpa di una Legge che andava bene per la Val di Fiemme ma non per la Sardegna, evidentemente.

Inoltre, dice Puccioni, “noi facciamo una Legge ma poi la realtà che l'ha ispirata può cambiare, ma la Legge resta”... e può fare molti danni. Bisogna quindi cambiare qualcosa nella nostra Repubblica parlamentare che oggi “non può più rispondere alla mutate esigenze della società”. Cioè bisogna cambiare qualcosa nella Legge fondamentale dello Stato, che è  la Costituzione, almeno nella parte che riguarda il funzionamento dello Stato. I numerosi  tentativi precedenti testimoniano che questa necessità era già stata chiaramente avvertita in passato, ma non risolta per le difficoltà di trovare un accordo fra le parti politiche: ben tre Commissioni Bicamerali hanno fallito il loro compito negli anni che vanno  dal 1983 (Bozzi) al 1992-94 (De Mita e Jotti) e al 1997-98 (D'Alema) . Anche Il tentativo di riforma costituzionale  approvata in Parlamento dal  centro-destra fu affossato dal successivo Referendum che lo bocciò clamorosamente ( 61% di NO sul 53% ca. di votanti).

Alla luce degli infelici precedenti di cui sopra sembra oggi quasi un miracolo che questo Parlamento abbia  già approvato una consistente riforma della Costituzione, limitatamente alla seconda parte della stessa, per renderla più funzionale: ora tocca ai cittadini approvarla o respingerla. Le modifiche già approvate dal Parlamento ( aprile 2016) con votazione doppia, cioè votate due volte da ciascun ramo di esso(come da art.138 della Costituzione), produrrebbero innanzitutto il superamento del “bicameralismo perfetto” di Camera e Senato (vedi sopra) lasciando il potere legislativo alla sola Camera dei Deputati, con poche eccezioni.  Inoltre modificherebbero  i rapporti fra Stato e Regioni, sia rafforzando le competenze dello Stato (le Regioni probabilmente non gradiscono...) ma anche creando  il nuovo Senato che sarebbe composto da Consiglieri Regionali (74)  e da Sindaci (21)i quali  porterebbero così in Parlamento anche  la voce delle Amministrazioni locali, finora inesitenti. I nuovi Senatori  sarebbero  quindi solo 95, e i Deputati 630, i quali sarebbero invariati nel numero ma con nuova competenza legislativa potenziata  in quanto le Leggi verrebbero approvate solo da loro ( e non anche dai Senatori come ora). Inoltre sarebbe prevista una “via di favore per i Disegni di Legge del Governo rispetto agli altri” (da votare entro 70 giorni); verrebbero regolamentati i Decreti Legge; verrebbero abolite del tutto le Provincie; verrebbe abolito il CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro) ritenuto di scarsa utilità pratica ; verrebbe stabilito un tetto ai compensi dei Consiglieri Regionali; potrebbe venir introdotto  anche il Referendum propositivo oltre a quello abrogativo , cioè la possibilità per i cittadini di proporre nuove Leggi  e non solo di abolirle, come è ora.

 Le conseguenze previste con  questa riforma costituzionale sono principalmente la velocizzazione delle Leggi, perché  esaminate e votate dalla sola Camera dei Deputati e non anche dai Senatori, salvo poche eccezioni ; si risparmierebbero  gli stipendi dei Senatori che manterrebbero solo quelli di Consiglieri Regionali o di Sindaci;  si risparmierebbe il costo del CNEL (20 milioni/anno); si risparmierebbe almeno una (buona) parte del miliardo di euro che lo Stato dà alle Provincie, ora abolite;  si velocizzerebbe la realizzazione delle grandi opere pubbliche con la “prevalenza della Legge dello Stato su quelle Regionali” cioè lo Stato potrebbe scavalcare le Regioni, ove necessario, ma solo con l'approvazione del Parlamento; si eviterebbero compensi esagerati ai Consiglieri Regionali di alcune Regioni; si ridurrebbero le spese del personale della Camera e del Senato con “l'unificazione dei ruoli del personale” cioè con la gestione unificata del personale......

Ma si è fatto tardi, Landini invita il nostro relatore a concludere il suo intervento e Puccioni lo fa, con grande stile, invitandoci alla lettura di quel “libercolo” citato nel titolo  di questo articoletto: “Aggiornare la Costituzione” di Guido  Crainz e Carlo Fusaro, per i tipi di Donzelli Editore. Buona lettura ai volenterosi  e Buon Rotary a tutti!

 

*Ma la sua tesi di laurea è sull'articolo 7 della Costituzione!

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