Non è Natale, ma la grande sala specchi del Westin Excelsior oggi 4 luglio è strapiena, al massimo della capienza confortevole: siamo una settantina con Letizia Cardinale, nuova Assistente del nuovo Governatore sardo-pisano  Giampaolo Ladu; e con Arminio Gericke, da quest’anno Socio Onorario, accorso con Adeline a festeggiare il “suo” Presidente Sandro  Rosseti: perché è proprio Arminio che lo fece entrare nel Rotary! E a lui Sandro ha dedicato questa serata; e al babbo, che non c’è più da un paio d’anni. Tanti giovani multicolori trovano evidente consolazione all’improvviso caldo tropicale negli cartoccetti di multi-frittini fragranti di mare e di verdurine varie, e nel prosecchino distribuito con generosa mano dai due giovanissimi e premurosi sommelier, con un sorriso.

Suona perentoria la campana battuta a tradimento da Sandro, il nostro neo-Presidente, scatta l’inno del povero Mameli (morto sul campo poco dopo averlo scritto), segue l’inno europeo da sempre canticchiato sottovoce e in lingua originale dal nostro Claudio (Borri) ma non oggi, perché assente per lavoro. E poi subito ci tranquillizza il buon Sandro: ora la conviviale (cioè ora si mangia), dopo parleremo delle sue idee e del suo programma. Quindi.. all’attacco! Ma niente sgranata pazzesca (chi non  ricorda Paolo Villaggio, il  giullare dei nostri verdi anni, che proprio ieri se n’è andato?) ci attende una sana cenetta estiva: che inizia con i paccheri alle verdurine di stagione (curiosi micro-zucchini con elegante fiore di zucca generosamente ripieno di ricotta) tanto amati (i paccheri) da tutti i cuochi di oggi “perché non scuociono mai”, secondo il nostro Paolo Petroni, il super-Presidente della Accademia Italiana della Cucina. La cenetta prosegue con un filettone alto due dita, enorme (forse di dinosauro?) Ma è tenero per sapiente cottura, e ben accompagnato dal classico purè (purée…) di patate, granulosetto come è quello di semplici patate schiacciate e latte, come questo. Arriva anche il dessert, mega frutti di bosco affiancano timidamente una contenuta palletta di gelato alla vainiglia, di tutto rispetto (dimensioni a parte…). E una celestiale nuvoletta  di caffè si diffonde magicamente  nella grande sala, mentre un sorriso di vera beatitudine distende i volti dei fortunati presenti, che pescano con attenzione fra le mille bustine colorate dei tanti zuccheri in offerta, e colgono l’occasione per catturare  anche un pregevole dolcino della biscotteria secca della casa, depositata con garbo dai soliti giovanissimi camerieri.

Sandro mordicchia evidentemente il freno, si fa vento col menù, disinvolto e sorridente come sempre, nonostante il rinforzo di aria condizionata accordato grazie all’autorevole intervento del nostro PDG (Franco Angotti). Lo sguardo mi cade (con sgomento) sulla sua cravatta, e mi si blocca la digestione: niente di più “australiano” è umanamente concepibile… Sandro, da quel radar-vivente che è, avverte immediatamente  il mio stupore e me la offre subito,   ma il suo tentativo di sbarazzarsene va a vuoto quando si rende tristemente conto che non potrà liberarsene prima della fine del prossimo Congresso, cioè prima della fine di giugno 2018…E’ la famigerata cravatta d’ordinanza scelta dal nuovo Presidente Internazionale Ian Riseley (RC Sandringham, Australia)  che mette in difficoltà perfino una persona così poco vanitosa come  il nostro attuale Presidente. Ci siamo…

Prima del “discorso della corona” (cioè di dirci cosa intende fare nella sua annata, e perché) Sandro ci presenta il nuovo Socio Andrea Bandelli, qui migrato dal RC Certosa e Past-President del nostro Rotaract in tempi lontani: è dottore commercialista (“come tanti” commenta modesto Andrea) e Provveditore della San Giovanni Battista, presieduta dal nostro P.P. Franco Puccioni. “Ritorno a casa” conclude simpaticamente Andrea, quindi: Bentornato Andrea!

Sandro ha deciso di scrivere il suo discorsetto, lui che è in grado di parlare a braccio per delle ore, dicendo cose sempre interessanti e originali: ma gliene sono molto grato perché così possiamo inserirlo in questo report semplicemente con un clic: e vale la pena di leggerlo perché è originale e appassionato, come lui. Voilà:

“Care amiche, cari amici, Autorità Rotariane tutte

Ho trascorso gli ultimi giorni a pensare cosa avrei potuto dirvi stasera per introdurre la mia annata. Appunti, note volanti, citazioni da The Rotarian… tanto mi girava in testa e nulla si coagulava in un vero discorso. Mi ero preso apposta l’intero pomeriggio di ieri, addirittura!

Niente. Provato da un paio d’ore di vani tentativi, ad un certo punto, saranno state le 18, ho guardato fuori dalla finestra. Ed improvvisamente ho capito cosa vi avrei detto stasera.

Molti sono i motivi che hanno portato ognuno di noi ad accettare la chiamata nel Rotary. E per ognuno di noi quei motivi, primo fra tutti l’amicizia, sono diventati parte della nostra vita. Forse avviene in tutti i Club, ma se c’è qualcosa che si avverte subito da noi è il legame tra i Soci. Lo si avverte inizialmente come limite (non è facile entrare in un gruppo costituito e funzionante sulla base di legami forti) e solo con il tempo, la volontà di chi entra di integrarsi e l’aiuto dei Soci, nessuno escluso, lo si comincia da apprezzare come pregio, anzi come il vero e proprio motore del Club e della sua vita.

Quello dove ho avuto la fortuna di essere ammesso è dunque un Club di persone, non un Club di figurine di cartone, buone solo per appuntare la spillina, la nostra amata ruota. Essendo un Club vero, e vivo, esso risponde dunque a leggi umane. Forti del nostro essere “di buon carattere” (non faremmo parte del Rotary altrimenti) abbiamo navigato e navighiamo ogni genere di mare. Ci siamo sforzati negli anni, e ci sforziamo ancora, ogni Presidente ed ogni Consiglio in testa, per mantenere diritta la barra sulla conservazione dei valori rotariani fondamentali, navigando con ogni tipo di vento: brezze gentili, pericolose tempeste, mortali bonacce. Abbiamo preso mare, qualche volta molto, eppure siamo quasi tutti ancora qui.

Gli ultimi anni non sono stati semplici. Lunghe navigazioni hanno messo a dura prova nave ed equipaggi, e non avrebbe potuto essere diversamente, per ciò che dicevo prima: siamo umani, non figurine di cartone, e gli umani vivono dovendo affrontare difficoltà. A dispetto degli sforzi intrapresi dai Presidenti e dai Soci tutti, molti hanno lasciato la nostra nave quando il mare è cambiato, e per molti motivi. E molti di quelli che sono rimasti si sono rifugiati sottocoperta, nella speranza di trovare riparo da onde pensate come non affrontabili, o da bonacce pensate come infinite. Abbiamo anche rischiato, in anni recenti, di perdere addirittura il vascello, per motivi non tutti prevedibili, come banchi di secca inattesa in mezzo al mare. Eppure siamo ancora qui.

Senza nulla togliere ai Capitani Coraggiosi che l’hanno preceduto, dobbiamo al coraggio di Franco Puccioni l’inizio del risanamento del nostro vascello. Con pazienza e mirabile arte, lui ed i suoi ufficiali hanno pazientemente ispezionato il fasciame, ricucito le vele, rinforzato il sartiame, assicurando non solo il galleggiamento del nostro Club ma la sua capacità di riprendere il mare.

Dobbiamo altresì a chi mi ha preceduto, Giancarlo Landini, l’iniziale ricostituzione dell’equipaggio. Sceso subito sottocoperta, ha motivato uno ad uno i nostri Soci a tornare sulla tolda, li ha aiutati a ricordarsi che erano comunque ancora parte di un qualcosa di più grande, li ha spronati ad esistere di nuovo, come Soci, e come amici, l’una cosa di nuovo al passo dell’altra. E poi, a terra! Nessun vascello sopravvive se l’equipaggio non si rinnova. Ecco che allora ha cominciato il reclutamento del nuovo equipaggio, dando fiducia e trasmettendo amicizia.

Amicizia, come ricorre questa parola, eh?

Eredito dunque da Giancarlo, da Franco e da tutti gli altri Presidenti, i cui nomi sono prima nei nostri cuori che su questo collare, un vascello risanato, con un equipaggio forte, e motivato, all’ancora, e pronto. Una responsabilità da far tremare i polsi, devo dire. Ed una scelta da fare: lasciarlo così, bello, quasi perfetto (la perfezione non è di questa Terra), alla fonda, o fargli prendere il mare, ed affrontare quello che il vento, il mare e gli Dei ci manderanno.

Torno adesso all’inizio, alla mia incertezza iniziale su cosa dire stasera, ed a quello che ho poi deciso di fare. Ricordate, vi avevo lasciato mentre alzavo gli occhi e guardavo fuori..

Cosa ho visto dunque dalla finestra?

Niente.

E tutto.

Ho visto, e guardato, fuori dalla finestra, ed ho visto il mondo.

E ho deciso che era ora di salpare.

L’amicizia è un valore bellissimo, ed imprescindibile, nella vita e dunque nel Rotary.

È l’amicizia che ci ha fatto arrivare fino a qui. Ma l’amicizia da sola non basta. Non può essere un fine, nel Rotary, solo un mezzo.

Se nel Rotary utilizziamo l’Amicizia, i legami forti che abbiamo, solo per stare fra noi, semplicemente non facciamo Rotary.

Al massimo, siamo come quei Galeoni da turisti alla fonda in qualche porto (chi si ricorda di quello a Viareggio? E chi ha visitato quello di Genova?), solo belli ma solo come specchio di un passato che non esiste più.

In questo senso, è come stare in una stanza senza guardare fuori: c’è un mondo in una stanza, ma non è IL mondo.

Ian Riseley, Presidente del Rotary international, ci esorta quest’anno come Rotariani a fare la differenza. La domanda per ognuno di noi è non solo come vogliamo, e possiamo, farla, ma anche dove e con chi?

Fare la differenza secondo noi non è stare alla fonda, o rimettere a posto la nostra stanza preferita. Fare la differenza è muoversi con gli altri e verso gli altri. Fare la differenza è unire le nostre competenze, la nostra professionalità, le nostre passioni, armare le vele e uscire dalla rada.

Vuole anzitutto dire collaborare nel Club, certo, ma anche collaborare con altri Club, e con altre realtà. Vuol dire essere aperti al mondo, perché il mondo è allo stesso tempo la nostra meta ed il nostro vento. Il Capitano Giancarlo ha girato la prua in quella direzione, e noi non possiamo e non vogliamo tornare indietro.

Come in un vero Galeone, avremo bisogno dell’aiuto e delle idee di tutti per prendere davvero il mare: non ci sono passeggeri a bordo, ci sono solo marinai. Nessuno pensi di non aver niente da dare al Club. Nessuno creda che il proprio contributo (un’idea, del tempo, un sorriso per accogliere un nuovo Socio) non sia utile. In un vascello come il nostro, qualunque gesto, piccolo o grande, ha valore, purché pensato come contributo al viaggio che abbiamo di fronte.

Vi presento dunque, e prima di tutto, il mio equipaggio:

Vice Presidente: Filippo Cianfanelli

Segretario: Ferdinando Del Prete

Tesoriere: Stefano Andorlini

I Consiglieri:

Consigliere: Franco Angotti

Consigliere: Cristiana Baggiore

Consigliere: Giovanni Cecioni

Consigliere: Paolo Sacchi

Consigliere: Andrea Savia

Consigliere: Grazia Tucci

Consigliere: Marco Villani

E con loro, il Presidente eletto AR 2018/19: Claudio Borri

Il nostro Prefetto, Gloria Cellai

E poi le Commissioni:

Commissione Amministrazione: Giuseppe Chidichimo, con Franco Puccioni, Lucio Rucci e Giuliano Scarselli.

Commissione Effettivo: Arianna Tognini, con Alessandro Petrini, Federica Marini e Andrea Magherini

Commissione Pubbliche Relazioni: Nicola Rabaglietti, con Stefano Andorlini e Ginevra Nardi Dei

Commissione Progetti: Giovanni Alterini, con Andrea Savia, Massimo Lupoli, Tommaso Negri e Andrea Bandelli.

Commissione Rotary Foundation: Nino Cecioni, con Luca Petroni e Mario Peruzzi.

Commissione Rotaract: Piero Germani, con Pier Francesco Marranci e Andrea Magherini

Commissione Arte e Cultura: Filippo Cianfanelli, con Grazia Tucci e Plinio Fabiani.

Commissione Nuovi Soci ed Istruttore del Club: Franco Angotti.

Volontari del Rotary: Luca Petroni, con Grazia Tucci

L’organizzazione della mia annata prevede una Conviviale, un Light Dinner, un Caminetto ed una Meridiana al mese.

La Conviviale e/o il Light Dinner saranno dedicate al Tema dell’annata, o ad altri argomenti proposti o di interesse dei Soci, che valuteremo via via con il Consiglio. Utilizzeremo spesso i Soci come Relatori, perché crediamo che ci siano davvero fra noi persone interessanti. Utilizzeremo Meridiana e Caminetto per la presentazione dei Soci nuovi o seminuovi, e per parlare di argomenti Rotariani.

Il tema sarà “Arti e mestieri”, non solo nell’accezione stretta attinente alla Storia di Firenze, ma estesa ad altre attività: il mestiere di vivere; l’arte di arrangiarsi; l’arte della seduzione; il mestiere dele armi; l’arte di disporre i fiori; l’arte del ricevere e così via.

I progetti (troverete sul sito l’elenco completo) si muoveranno tenendo conto di diverse coordinate: in area Sociale (Caritas, Ronde della Carità), in ambito culturale (Vieusseux), in ambito Giovani (alternanza scuola lavoro e storytelling), in ambito di prevenzione e terapia (malattia reumatica per ATT, diabete, ippoterapia, paradressage). Molti vedranno la partecipazione di altri Club o di altre Istituzioni (Accademia Italiana della Cucina)

Vogliamo lavorare a stretto contatto con il Rotaract, che è adesso un nostro Partner, e con il Club satellite.

Vogliamo fare, e fare molto. Ed abbiamo bisogno di tutti voi.

Su le vele dunque, e partiamo!”

                                                   Sandro 

        

Riassumendo: la sua gratitudine va in primis ai “Capitani Coraggiosi” che lo hanno preceduto, a  Franco Puccioni, che “con pazienza e mirabile arte” ha risanato le finanze del club consentendogli di “riprendere il mare”; e a Giancarlo Landini che ne “ha reclutato il nuovo equipaggio dando fiducia e trasmettendo amicizia”. Ma l’amicizia rotariana non è “solo stare fra noi” è invece “muoversi con gli altri e verso gli altri” unendo le nostre competenze, professionalità e passioni, aperti al mondo. “Nessuno creda che il suo contributo non sia utile: un’idea, del tempo, un sorriso a un nuovo Socio”: tutto è prezioso!

Presenta poi il suo Consiglio, le sue Commissioni, con il tema della sua annata che è “Arti e mestieri” in senso lato, precisa Sandro: come il mestiere di vivere, l’arte di arrangiarsi, il mestiere delle armi e l’arte di disporre i fiori”…Poi vengono i progetti del club in area Sociale, in ambito giovani, in ambito di prevenzione e terapia: spesso con altri club e altre Istituzioni, a stretto contatto con il nostro Rotaract e con il Club di Bagno a Ripoli. “Avremo bisogno delle idee di tutti, non ci sono passeggeri a bordo ma solo marinai: nessuno pensi di non aver niente da dare al club!”.

Qualche flash sulle iniziative di quest’anno: ringiovanire il club sulla felice scia di Andrea Magherini, cioè facendo entrare i leader del futuro, compresi altri giovani dal Rotaract, se lo vorranno, e soprattutto donne “che fanno la differenza”; cercheremo di fornire un furgoncino Ape “agli ultimi degli ultimi” che vivono per strada, per distribuire di notte il cibo, cucinato ma avanzato da riunioni come le nostre, come fa da tempo Filippo (Cianfanelli) che “quando ce la fa” raccoglie gli avanzi dei vassoi delle nostre cene e li porta a destinazione la sera stessa; ci sarà una nuova mostra Rotarart ma quest’anno di fotografia; e cercheremo di organizzare la visita di almeno una mostra d’arte in un’altra città; con gli altri quattro RC dell’area- medicea-uno ( e l’aiuto del Distretto, grazie anche alla preziosa collaborazione di Letizia Cardinale, la nostra A.G.)   cercheremo di fornire un paio di celle frigorifere alla Caritas, per la conservazione dei 2.000 pasti distribuiti ogni  giorno a Firenze; proseguirà lo Storytelling anche con altre scuole, e con in più  il progetto di Alternanza Scuola Lavoro (a cura di Rabaglietti) perché i ragazzi possano “vedere dal vivo il mondo del lavoro”; i nuovi Soci saranno seguiti personalmente dal PDG Franco Angotti, che li aiuterà ad “integrarsi nelle struttura e nelle regole del Rotary, Satellite compreso”; tutti i progetti saranno co-finanziati da iniziative di fund-raising (raccolta-fondi) con spettacoli e altro, come “la giornata di formazione a pagamento per medici fiorentini rotariani-e-non” sulla diagnosi e prevenzione della malattia reumatica dell’articolazione della mandibola del bambino, ovviamente organizzata dal nostro super-ortodontista Massimo Lupoli, in favore della ATT (Associazione Tumori Toscana); e tantissimo d’altro, i progetti concreti sono già una quindicina quindi   …aspettate e vedrete!

 

VIVA IL ROTARY!!

 

 

 

 

 

 

 

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