Spigolature settembrine ...

Ci ritroviamo oggi 5 settembre al nostro Westin Excelsior per la “meridiana” d’inizio mese, alle una in punto: siamo una valanga (…), soprattutto  se si pensa che molti Soci sono sicuramente ancora lontani a godersi le vacanze in posti bellissimi, esotici o nostrali, comunque certo affascinanti, mentre noi ci godiamo questa meridiana “su piazza” (come direbbe qualche   nostro Socio bancario o banchiere) nata con un grande punto interrogativo, pensato e custodito con estrema cura dal nostro Presidente Sandro Rosseti: di cosa parlerà?  Il quale sfoggia con l’abituale nonchalance un paio di vistose scarpette “da tennis” bianche e blu e una polo candida perfettamente intonata…alle scarpe, e ovviamente (sulla polo) non si vede traccia di cravatta d’ordinanza rotariana: ma le spiegazioni non tardano a giungere, dettagliate e sofferte…

Sandro è infatti miracolosamente sopravvissuto alle faticosissime camminate ecologiche nel Parco Nazionale degli Abruzzi, dove si è recato nonostante la orrenda tendinite tarsale abbattutasi a tradimento sulla pianta dei suoi piedi esattamente il giorno prima della partenza: quindi cortisone a-go-go (per sopravvivere al destino baro e crudele) e via per le viottole d’Abruzzo, terra natale del nostro Lucio (Rucci) e del più celebre Gabriellino (D’Annunzio). E anche (fortunatamente e non casualmente) terra di celeberrimi formaggi spudoratamente corteggiati dai maggiori chef “a tre stelle” (Michelin, naturalmente…) d’Italia, e non solo, che hanno attirato l’interesse, culturale s’intende, anche del nostro Sandro, gran gourmet e appassionato scovatore di prodotti di gran classe, in ogni settore della gastronomia più raffinata. Dopo gli Abruzzi ha fatto un salto (nonostante la persistente tendinite) a Venezia, per una sbirciatina alla discussa  Biennale, ma si può star certi che anche lì ha saputo dove andare per riempire, adeguatamente, il suo pancino.

Ci faremo raccontare della sua esperienza veneziana in un’ altra occasione, perché oggi subito dopo aver suonato la campana d’inizio serata Sandro  ha proclamato con modestia “oggi piatto unico e dessert”, la voce non tremolava, si dava un contegno, ma si capiva che forse non avrebbe disdegnato poter dire qualcosa di più. Invece il piatto unico presentato così semplicemente era in realtà non un piatto unico, ma un unico grande piatto che accoglieva più che dignitosamente una discreta porzione di orecchiette al pesto, di notevole fattura, e un più che decoroso mucchietto di seppie in umido con piselli e patate, di modesto aspetto e di incerta tonalità cromatica, ma piuttosto gradevoli al palato. Infatti nessuno ha battuto ciglio, i piatti sono stati vuotati in fretta, e alcuni (raffinati) hanno eseguito con disinvoltura  una accurata “scarpetta” del pesto e delle seppie, forse memori di quella tradizione ligure così brillantemente citata dal giornalista-scrittore Paolo Lingua, noto per i suoi scritti sulla cucina genovese e sul pesto in particolare, nei quali cita più volte due notissimi personaggi della migliore aristocrazia genovese tenaci cultori della “scarpetta” del pesto residuato nel piatto: non si butta niente, a Genova, ma anche qui non si scherza!

Spigolature, questa volta a cura del Presidente: così recita il programma mensile sul libretto giallo di settembre, citando indirettamente le spigolature annuali del piccolo volume che con questo titolo raccoglie gli articoletti settimanali (o quasi) delle ultime annate rotariane di questo club. Ma le spigolature di oggi hanno un tema a sorpres a, e assolutamente imprevisto e imprevedibile: le “faccette” (no, non le faccette nere di un tempo ormai lontano, quello delle nostre colonie africane) bensì le faccette emoji dei nostri super-telefonini-smartphone, del  tipo IPhone e simili, usati negli sms (i cosiddetti messaggini) e nelle e-mail cioè nei messaggi di posta elettronica. Sono usati per dare maggior significato al testo scritto, per esprimerne delle sfumature, o per dargli un tono scherzoso o per esprimere sentimenti in modo rapido e semplice, senza addentrarsi in testi complessi soprattutto se vengono scritti in una lingua diversa dalla propria e destinati a persone che non sono in grado di comprendere l’esatto significato di un testo scritto a causa di eventuali (loro) carenze linguistiche o culturali.

Inventati da un giapponese alla fine degli anni ’90, il nome giapponese di e-mo-ji significa letteralmente: immagine, scrittura, carattere. Quindi si può dire che esse  sono immagini (le faccette, ma non solo quelle) che sostituiscono la scrittura e danno un preciso carattere a ciò che si vuole esprimere. Gioia, affetto, allegria, tristezza, dolore, rabbia, malumore, dubbio, imbarazzo… tutto ciò si può esprimere (anche) con uno o con  più  emoji disposti in sequenza o alternati a parole, è forse questo -afferma Sandro-  un nuovo “linguaggio del cuore” nato un po' per caso e diffuso rapidamente nel mondo dei messaggini e della posta elettronica. Ad esempio la fabbrica USA di auto di lusso Cadillac, dice Sandro, ha costruito una sua “storia” utilizzando i soli emoji: a questo punto ci si può chiedere se gli emoji sono davvero  un nuovo linguaggio o almeno se gli emoji possono evolvere in “linguaggio”.

 La risposta di Sandro è negativa, a differenza di altre forme di comunicazione nate in varie parti del mondo come i cosiddetti “slang” (gerghi nati in ambienti relativamente ristretti e parlati da poche persone appartenenti allo stesso ambiente); o come i cosiddetti “pidgin” che sono dei “linguaggi minimali” di soli sostantivi e verbi nati dalla urgente necessità di comunicare fra loro di persone che hanno lingue diversissime di cui una in genere diviene dominante (spesso è l’inglese). Quando il pidgin si consolida e riesce a tramandarsi  alle generazioni successive stabilizzandosi e codificandosi, nasce allora una nuova lingua che viene chiamata “creolo”, anche se  il fenomeno è “piuttosto raro” in quanto i pidgin si esauriscono, quasi sempre, prima di “creolizzarsi”.

Anche oggi abbiamo imparato qualcosa di nuovo, grazie al Rotary e soprattutto grazie al Presidente Sandro Rosseti che ci ha mostrato (naturalmente) molte slides piene di faccette colorate, quelle che vediamo sui nostri smatphones e che riempiono i messaggi dei nostri figli e nipoti e  che ci danno qualcosa in più delle semplici parole scritte, ci danno un contenuto sentimentale che può offrire molta gioia in più. Viva le faccette! E…

VIVA IL ROTARY!!!

 

 

 

 

 

 

 

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