E’ tornato Canapone!

Siamo una robusta ottantina stasera 18 ottobre al Westin Excelsior, fra   “Satelliti” e “Sudisti” in fraterno interclub condiviso per accogliere degnamente (e in massa) colui che dal novembre 2015 dirige la Galleria degli Uffizi, il principale museo della nostra città, cioè il tedescone Eike Dieter Schmidt nato (1968)  a Friburgo in quella terra di Germania prossima sia  al confine francese (a ovest) che a quello svizzero (a sud). Nato quindi nell’estremo meridione occidentale tedesco, in zona Foresta Nera, negli anni ’90 era studente a Firenze ( in via Giusti, al celebre Goethe Institut) a preparare  il suo Dottorato (PhD) e poi via per il mondo a lavorare e studiare: a Washington, Minneapolis, Los Angeles, a Londra da Sotheby (come esperto di sculture antiche), a Maastricht nella giuria della più importante Fiera antiquaria al mondo e dulcis in fundo (per noi, ma forse anche per lui…) agli Uffizi, anzi ai Grandi Uffizi.

Cioè? Perché “Grandi”? Perché sono il frutto della fusione di quattro musei, ci spiega Schmidt: la Galleria vera e propria, la Biblioteca, Palazzo Pitti e Boboli, il “giardinetto” dei Medici che ospita ben 2.000 (duemila!) sculture ed un gran numero di piante di altissimo interesse botanico. Purtroppo molte di esse sono ormai “alla fine del loro ciclo vitale”, dice Schmidt,   per cui verranno ripiantate perché fra cinquanta o cento anni i nostri posteri possano rivedere quello che vediamo noi ora: è un “restauro botanico” necessario dopo l’ultimo di “ottanta anni fa’” e ora possibile con i mezzi resi disponibili dallo Stato e dall’Europa (anche) per questo super-giardino straordinario. Una bella fontana è già stata completamente restaurata, è “la fontana del carciofo ora viva” come un tempo grazie ad un finanziamento “privato” di Gucci (due milioni di euro…) offerti per poter fare qualche sfilata di moda in questa super-location: bel colpo, Canapone!

Siamo nella  grande sala degli specchi dopo aver divorato con soddisfazione  nella sala accanto, detta degli affreschi, alcuni  deliziosi frittini misti, caldi, serviti “a giro braccio”, cioè a mano, dalle sorridenti cameriere in giro per la sala, offerti in graziosi contenitori a forma di foglia allungata: verdurine varie, mini polpettine fritte, codine di gambero…tutto caldo, profumato e particolarmente  invitante. Prosecco, vini “fermi” e succhi vari sono a disposizione sul lungo buffet di fondo sala, serviti con generosa professionalità dai giovani e sorridenti addetti. Poi tutti in sala grande dove ci attende un solido menu autunnale a base di curiose “pappardellone” non “sulla lepre”, come vorrebbe la toscanissima tradizione,  bensì letteralmente sepolte da funghi porcini freschi di ottima qualità: profumati e consistenti, come devono essere, e generosamente riofferti dal vassoio per i più golosi (e affamati, come chi scrive..). Segue una consistente fettona di carré di vitella arrosto con sugo di mostarda in grani e tre (3!) patatine quasi lesse accanto a  un grosso zucchino (pure lesso, direi) curiosamente affettato per lungo ma non completamente, chissà perché…Per dolcino finale ecco un piccolo ma strepitoso tiramisù,  forse un po’ grassottello ma godibilissimo e assai apprezzato dai “ magnifici 80” della bella serata, di ottimo appetito. Forse la moglie di Schmidt, la bella Roberta anche lei storica dell’arte e pluri-dottorata (PhD), avrebbe gustato tutta questa grazia di Dio se non fosse costretta ad una dieta-insalata strettissima e spietata, ma stoicamente sopportata, con elegante nonchalance.

Dopo la presentazione (di Schmidt)  fatta dal suo  amico personale Paolo Saltarelli, del nostro “Satellite” di Bagno a Ripoli, per i cui buoni uffici si è reso disponibile il nostro ospite di stasera, Schmidt ci parla (in perfetto italiano)   del “valore del museo che è culturale oltre a quello economico” quando esso sceglie di porre “il visitatore al centro” dell’attenzione del  museo stesso e ricerca la sua “educazione” offrendogli (anche) la migliore visibilità possibile superando tutte le “barriere fisiche” che lo separano dalle opere d’arte esposte, utilizzando le più moderne tecnologie museali che consentono al pubblico di avvicinare le opere d’arte come mai prima accaduto. Per esempio utilizzando un “nuovo vetro usato per proteggere i quadri più importanti, il quale è capace di creare un microclima proprio” completamente separato dallo spazio fortemente inquinante occupato dal  pubblico.

Inoltre, aggiunge Schmidt-Canapone, per consentire a tutti di guardare “bene” e  con calma le opere preferite, è già  in corso di realizzazione la posa di ben cento (100!) panchine davanti alle finestre del museo: così davanti alla Primavera del Botticelli non ci

saranno più “lotte” continue fra  i visitatori che potranno fermarsi “anche un’ora”,  afferma soddisfatto Schmidt,  che  comunica anche di aver “installato Botticelli in quattro grandi sale”, mentre prima erano nelle peggiori”!

Nonostante che il 90% dei visitatori siano forestieri, Schmidt sta cercando di riportare agli Uffizi anche  i fiorentini con vari sistemi: prima di tutto consentendo loro ben  12 giorni l’anno di visite gratuite (la prima domenica di ogni mese); poi con l’introduzione del “biglietto annuale” che consente l’ingresso al museo per 365 giorni, dalla data di acquisto del biglietto, al costo incredibile di 50 euro ( soli Uffizi) e 70 euro se si vuole anche Pitti, sempre  con “ingresso prioritario” cioè saltando tutte le code (ecco il link ufficiale degli Uffizi per i biglietti annuali https://www.uffizi.it/pagine/tessere-annuali); infine con l’apertura in notturna (fino alle 22) tutti i martedì. E tanti, tanti spettacoli di tutti i generi, anche particolarmente innovativi come quello di “arte dal vivo” che offre musica, danza e teatro davanti ai quadri del museo che “non fanno solo palcoscenico” ma offrono la possibilità agli artisti di creare un “vero dialogo fra queste forme di arte” diverse fra loro ma dal quale (dialogo) può nascere qualcosa di artisticamente nuovo e valido.

E si fa grande musica d’estate nel cortile dell’Ammannati, soprattutto opere liriche nello stesso luogo dove storicamente è nato il melodramma (nel ‘600) cioè quello che è stato il vero antenato delle opere liriche  moderne che  si ascoltano oggi  nelle lunghe estati musicali di Palazzo Pitti. Nello stesso Palazzo Pitti  d’inverno si svolgono tanti bellissimi concerti nella mitica Sala Bianca,  in collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino che prevede, per quest’anno, l’esecuzione del  ciclo completo delle Sinfonie di Mozart (  una cinquantina…) : che meraviglia!

Ma l’attività del nostro ospite non finisce qui, naturalmente: infatti sono programmate quattro grandi mostre, di cui quella più esotica è già in corso e si svolge in  fondo alla Galleria degli Uffizi (mi dice Roberta, la moglie di Schmidt). Sono in mostra numerosi  rarissimi paraventi giapponesi

antichi, dipinti fra il 1500 e il 1600, che non sono mai venuti prima in Europa, e che vengono esposti a rotazione da ora alla fine di dicembre: assolutamente da non perdere.

 Poi, alla fine di ottobre, aprirà la Mostra di “Lutero e i Medici” che testimonia la loro “apertura mentale” (dice Schmidt) nonostante essi (i Medici) fossero fra i protagonisti della Controriforma, nata in contrapposizione alla Riforma di Lutero. Nei primi giorni di novembre si aprirà anche la mostra dedicata al Cardinale Leopoldo de’ Medici per i 400 anni dalla sua nascita (1617). Il Cardinale è definito da Schmidt un “vorace collezionista” d’arte, soprattutto dei pittori veneti e gli autoritratti ora agli Uffizi, oltre che fondatore della Accademia del Cimento,  membro della Accademia della Crusca e grande collezionista di libri antichi. Infine per il centenario della rivoluzione russa di ottobre del 1917 Schmidt organizza una mostra dedicata al grande regista russo Sergej Eizenstein (1898-1948) autore del celebre film “La corazzata Potiomkin” con musiche di Shostakovich (e altri) dedicata alla rivoluzione russa di ottobre. Ma Il film è  famosissimo in Italia anche (soprattutto?)

per i libri di Paolo Villaggio, che ci ha fatto  morire dalle risate (mille anni fa’…) con l’indimenticabile personaggio del ragionier Ugo Fantozzi costretto dai superiori a vedere e rivedere fino allo sfinimento quel grande film, che è così diventato il simbolo della pesantezza e della noia insopportabile al cinema. Peccato, perché quel  drammatico film (è del 1925) è non solo bellissimo e modernissimo nelle inquadrature che ancora oggi sono rivoluzionarie, ma è anche interessantissimo per la colonna sonora esclusivamente musicale: si tratta infatti di un film che è ancora “muto”, cioè i personaggi non parlano o meglio muovono le labbra e gesticolano ma dalle loro bocche non escono parole, che bisogna immaginare con la nostra fantasia, anche “traducendo” in parole la musica del film, bellissima, scritta da grandi musicisti fra cui uno Shostakovich (1906-1975) giovanissimo all’epoca del film.

Altre iniziative preannunciate dal nostro ospite sono la “ricostruzione dell’ingresso originale degli Uffizi” nel prossimo anno (2018) e lo spostamento della collezione degli autoritratti  dal Corridoio vasariano, che è freddissimo d’inverno e caldissimo d’estate, all’interno del museo “dove erano le botteghe degli artisti” al primo piano del palazzo. Nuovi spazi espositivi saranno creati dai locali lasciati liberi dall’ex Archivio di Stato (ora sui viali) e verrà anche rimesso in funzione l’Auditorium Vasariano e il Rondò di Bacco, chiuso dal 1982, fino ad allora il vero “piccolo Teatro” di Firenze. Anche il Corridoio Vasariano verrà restaurato con le dovute uscite di sicurezza a cui, fortunatamente, “i Medici aveva già pensato”: infatti avevano fatto costruire  delle “scale che esistono ancora” di uscita dal Corridoio ma che “sono da adattare alle esigenze di oggi”. Il suo sogno? Che i futuri visitatori degli Uffizi entreranno dal nuovo ingresso in corso di realizzazione per uscire a Palazzo Pitti o addirittura a Boboli: un’intera giornata dedicata all’arte, alla storia del costume e alle varie mostre temporanee per chiudersi all’aria aperta, in uno dei più bei giardini del mondo: Boboli, restaurato e rinnovato comme il faut. Sogniamo con lui!

 

 

                                                  

VIVA IL ROTARY!!!

 

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