ANNUS…MIRABILIS!

Subito dopo la riunione del  Consiglio Direttivo di martedì 19 dicembre con Capitàn Sandro (Rosseti, il nostro beneamato Presidente) ci precipitiamo nella Sala Specchi del consueto Westin Excelsior per partecipare a un caminetto quasi misterioso: nel senso che sappiamo che il nostro Relatore di stasera sarà Franco Angotti, ma non come Professore Emerito della Università fiorentina - e di cose da raccontarci ne avrebbe a bizzeffe, dopo una vita di insegnamento a così alto livello -   ma come Istruttore del Club. Quindi resta il mistero: di cosa ci parlerà? Il Programma sul decembrino libretto giallo accenna pudicamente ad “Argomenti Rotariani”, è la frase che si usa (solitamente) per invitare i Soci a dire la loro sul Club, sul Rotary, sulle novità del Consiglio di Legislazione (il Parlamentino americano del Rotary) e cosucce di questo genere, niente Fiorentina o bagatelle simili, solo Rotary…E invece no, proclama super-Sandro (Rosseti): “Franco ci parlerà della sua esperienza di Governatore”, quindi sempre di Rotary si tratta ma di un Rotary molto personalizzato e totalmente imprevisto da lui stesso, e ancor più dal nostro Club, naturalmente…Ecco com’è andata.

Era il lontano 2006 quando Franco riceve una telefonata dal più autorevole Rotariano fiorentino di quel tempo: era Giuseppe (Beppe) Fini, Past District Governor 1996-97 del RC Firenze, ingegnere anche lui, ex maxi Dirigente Fiat, che da pochi giorni non è più fra noi. Di lui tutti ricordano la cortese eleganza, e che era sempre così amichevole e rispettoso di tutti. Telefonava (Beppe) a Franco per conto di Gianni Bassi, Governatore eletto 2007-2008, ingegnere anche lui del RC Faenza, che cercava un Assistente nell’area Medicea. Era da poco cambiato il ruolo di questa figura che affianca quella del Governatore ed il cambio di nome, da Rappresentante del Governatore a suo Assistente, lascia intendere il maggiore impegno richiesto.

Gianni è prematuramente scomparso nel 2011 e di lui Franco dichiara che “ha nostalgia” come di nessun altro Past-Governor (PDG). L’incarico di Assistete del Governatore durava, allora, tre anni: lui (Franco) accetta, e svolge regolarmente il suo compito, anche se non è poca cosa, ma ci vuole ben altro per impensierire un ex-Preside di Facoltà come lui, carattere di ferro con un tenue sorriso sulle labbra. Passa qualche anno, e riecco Beppe Fini al telefono che stavolta gli propone di presentare la sua candidatura a Governatore: Franco chiede due o tre giorni di tempo per pensarci, cioè per parlarne a Giovanna (sua moglie) che sarebbe stata inevitabilmente coinvolta come consorte presente sempre e dovunque. Giovanna dapprima è perplessa, dice Franco, ma poi “si sono convinti a vicenda” di accettare e di vivere insieme questa nuova avventura. Franco presenta la domanda e sul suo nome non ci sono difficoltà: sarà il Governatore del Distretto 2070 per l’annata Rotariana 2012-2013.

Già: Distretto 2070, e non ancora 2071 come è oggi. Infatti il suo (di Franco) è stato l’ultimo anno del grandissimo Distretto 2070 che comprendeva le due regioni della Toscana e dell’Emilia-Romagna, oltre a San Marino. I Club erano allora in totale 102 (centodue!) con oltre seimila Soci, ed era uno dei Distretti più grandi al mondo per numero di Club e di Soci ma, proprio per questo, non era più tollerato ad Evanston (sede del Rotary International) perché sforava i limiti che si erano imposti (50 Club e 5.000 Soci) nella convinzione che un Distretto più grande “non poteva più crescere”. Quindi il Distretto andava diviso in due: “o lo fate voi o lo facciamo noi” tuonavano ad Evanston questi erano i termini dell’alternativa. Naturalmente qui nel  2070 erano tutti terrorizzati dalle divisioni fatte con una linea sulla carta geografica e da chi nulla, o quasi, sapeva della nostra storia e delle nostre Regioni, si vociferava con un groppo in gola di divisioni “orizzontali” ventilate “laggiù” o di altre ancora più fantasiose e terrificanti…non c’era quindi  che proporre noi quella triste divisione che in pochi volevano (ma che “laggiù” erano in grado di imporre, purtroppo) e rassegnarsi al destino di “frazionati” in 2071 (noi toscani) e 2072 (i fratelli emiliano romagnoli e sanmarinesi) ma cercando di far sopravvivere almeno qualcosa che ricordasse a tutti noi, loro compresi, le antiche e gloriose origini comuni. E qualcosa, aggiunge Franco, ci siamo premurati di mantenere: è miracolosamente rimasto: il Ryla, cioè il programma per giovani interessati alla leadership, che è rimasto gestito in comune fra i due Distretti e che si svolge un anno da noi in Toscana e l’anno dopo da loro in Emilia-Romagna. E’ fatto per giovani di famiglia Rotariana ma anche non, e soprattutto “anche socialmente ed economicamente svantaggiati che abbiano dimostrato una predisposizione alla leadership”: così recita testualmente il Rotary Code of Policies (41050) che è il “compendio delle norme procedurali approvate dal Consiglio Centrale del Rotary”. Davvero una bella idea, caro Franco! Anche il Forum Rotary-Rotaract è rimasto in comune fra i due Distretti.

Così, terminato il complesso lavoro di divisione del Distretto 2070 interamente gestito da Franco (Governatore Pagliarani) gambe in spalla e via a visitare tutti i Club del mega-Distretto 2070, sempre con Giovanna al suo fianco e che è stata determinante per rendere sostenibili i suoi lunghi viaggi: “una compagnia fondamentale”. Spesso il viaggio era molto lungo, poteva arrivare fino all’estremo nord dell’Emilia e per tornare a casa in nottata non era sempre facile, ma ce l’hanno fatta. Franco in ogni visita deve ascoltare tutti, Presidenti, Consiglieri, giovani del Rotaract e Interact, e offrire a tutti una parola di incoraggiamento, di comprensione, un consiglio per dirimere una situazione complicata, un riconoscimento per un successo raggiunto e anche per ricevere un suggerimento del Club “volto a migliorare i servizi erogati dal Distretto”. Insomma un lavoro di diplomazia, di intelligenza e di sensibilità. Così è stato. Ma non è tutto, naturalmente: ci sono anche le risposte che il Distretto deve dare agli imprevisti più o meno gravi. E Franco ne ha vissuto uno veramente catastrofico: il terremoto dell’Emilia, la cui prima scossa è avvenuta proprio durante una riunione distrettuale. Cosa fare per venire incontro alle prime necessità create dall’emergenza-terremoto? In tempi brevissimi si è tenuta una riunione del team distrettuale a Rimini e si è deciso di “portare subito un programma di aiuto ai giovani” che avevano perso la scuola crollata con il terremoto offrendo loro degli ottimi corsi di inglese (in strutture di fortuna) con docenti di madre-lingua e con il rilascio di certificazione ufficiale del livello di conoscenza raggiunta. Inoltre molte scuole sono state dotate di “lavagne interattive” utilissime all’insegnamento e all’apprendimento di tutte le materie. Poi c’è stata l’alluvione di Albinia nel novembre 2012, con “le barche che sono arrivate nei campi” non si sa da dove, e anche stavolta il Distretto ha organizzato diversi interventi in favore della popolazione locale. Poi ci sono stati tutti i Seminari internazionali a cui ha dovuto partecipare insieme agli altri Governatori, prima a Milano per i Governatori eletti in Italia, Francia, Spagna, Germania e Inghilterra.

Poi  a San Diego, in California, con 1.000-1.500 Dirigenti fra cui gli oltre 500 Governatori di tutto il mondo,  riuniti nello stesso mega-albergo allo scopo di farsi conoscere e creare familiarità fra tutti i Governatori e per conoscere tutti i Dirigenti del Rotary International. L’assemblea di San Diego è stata una palestra formidabile. Si sono susseguite con, una organizzazione perfetta, riunioni collegiali ed incontri in gruppi di 15-20 governatori.

Infine un’altra riunione dei Governatori europei a Berlino, dove non era richiesto un ruolo attivo ma più semplicemente un ruolo spettatore. Comunque si è trattato pur sempre di un incontro internazionale ed è stata l’occasione per concertare programmi “Globali”.

A proposito di service Franco ricorda che nel suo anno sono stati sviluppati, grazie al prezioso lavoro svolto da Arrigo Rispoli, 14 Progetti Global Grant per un valore totale di 587.000 USD e 44 Progetti District Grant per un valore totale di 430.000 USD.

Grande soddisfazione confessa (Franco) di aver avuto dal Premio Galileo Giovani, nato sulla scia del Premio Internazionale Galileo Galilei dei Rotary Italiani e d’intesa con tutti i Distretti Italiani. Ogni anno ciascun Distretto seleziona due giovani ricercatori meritevoli, in campo sia umanistico sia tecnico - scientifico, e lo finanzia con 1.000 euro ai quali si aggiungono altri 1.000 da parte della “Fondazione Galileo” che ha sede a Pisa. Il Premio è ancora attivo e forse ha contribuito a valorizzare anche il Premio maggiore, nato nel 1962 sotto gli auspici della Università di Pisa, dove insegnava il fondatore del Premio il Rotariano Tristano Bolelli (1913-2001), grande linguista e autore fra l’altro di un originalissimo Dizionario Italiano Ragionato (DIR) basato sulle “famiglie” di parole con la stessa origine, raggruppate tutte sotto l’etimo che le accomuna: unico nel suo genere, pubblicato a Firenze dal Rotariano Guido D’Anna nel 1988 e segg., già nostro Socio.

Ringraziamenti. Con essi conclude la sua carrellata della memoria il nostro Franco, che esprime la sua gratitudine a tutto il Club per il sostegno continuo che gli ha dato durante la suo anno di Governatore, conclusosi con la visita al nostro Club, che come da tradizione è sempre l’ultimo dei Club visitati dal Governatore in carica: per lui è stato il centoduesimo, ora sono una sessantina, una scherzo rispetto ai suoi tempi…Filippo Cianfanelli, il suo Segretario, con  Nino il co-Segretario del back-office; la fenomenale Barbara che “si è fatta conoscere in campo nazionale e si è mossa con capacità e competenza, superando le non poche difficoltà che via via si sono presentate”; il Tesoriere Nicola Rabaglietti e i moltissimi altri del suo Club che lo hanno costantemente aiutato. “Come Presidente del nostro Club ho imparato come ci si muove nei rapporti con gli altri Club – afferma Franco – col Distretto come Governatore ho vissuto in uno scenario internazionale” completamente diverso, nuovo e stimolante anche per i grandi viaggi e gli incontri con grandi personalità Rotariane di tutto il mondo, sia in America che in Europa.

Il Presidente Sandro Rosseti ringrazia con entusiasmo Franco per l’appassionata descrizione di un anno per lui certamente indimenticabile e, riprendendo il filo delle sue parole, sottolinea che “Il Rotary non è il Club, sono le connessioni, i legami che diventano parte di noi, preziosissima”.        E batte la campana…

 

VIVA IL ROTARY!!!

 

 

 

 

 

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