DA VILLA VIVIANI A QUILMES…

Tira un gran vento quassù a Villa Viviani, anche freddino, per cui ci infiliamo con gioia nella vicina porta laterale di ingresso per metterci al riparo e scaldarci al caminetto che speriamo sia acceso, come da felice  tradizione di Villa Viviani, nella stagione invernale. Tradizione fortunatamente rispettata dal solerte patron della casa: il caminetto è già pronto e scoppiettante nel “salotto del pianoforte” e altri due (caminetti) sono  in corso di accensione nelle sale accanto, dove   un delizioso profumo di buona legna bruciata (forse di olivo..   ) si diffonde in tutti i locali della villa, anche al piano di sopra dove si svolge il nostro Consiglio mensile, convocato dal nostro Presidente Sandro Rosseti in questo martedì 16 gennaio, prima della Conviviale di Quilmes.

Quilmes? Cosè? E’ una cittadina argentina a pochi chilometri da Buenos Aires, sulla costa del Rio dela Plata, dove il locale Rotary Club Quilmes Oeste ha concepito, organizzato e realizzato un bel Global Grant (progetto internazionale) al quale abbiamo partecipato anche noi (RC Firenze Sud) con il RC Fiesole e con la partecipazione anche del RC San Casciano Chianti. Per fare cosa? Per acquistare un costosissimo “Mammografo” per l’ospedale di questa città argentina, che ne era priva, allo scopo di poter finalmente realizzare un controllo a tappeto della popolazione femminile e così poter individuare precocemente l’eventuale presenza di tumori del seno, ancor prima che siano  individuabili con la semplice palpazione. Infatti la terapia è tanto più efficace quanto prima viene individuata la presenza del tumore, terapia che ormai porta sempre più spesso alla completa guarigione della malattia tumorale, un tempo vero flagello soprattutto delle popolazioni “civilizzate” cioè in America ed in Europa, molto meno nel resto del mondo. Per esempio le giapponesi presentano pochissimi tumori del seno finché vivono nel loro Paese, ma se si trasferiscono negli USA si ammalano anche loro. E nel nostro Paese questi tumori sono molto più diffusi nel nord-Italia che nel sud.

Queste notizie e tante altre ci sono offerte stasera dal Prof. Mario Cappellini, suocero di Rosseti,  un vero pioniere dello “screening di massa” (test sull’intera popolazione) da lui effettuato a Firenze negli anni ’60 del secolo scorso con i due primi Mammografi disponibili in città: dei quali  uno era tenuto  in centro, per il controllo della popolazione di città; mentre l’altro era  in giro nelle periferie, con una unità mobile che consentiva di recarsi vicino alle persone da controllare, cioè alle donne dai 40 ai 69 anni di età. L’apparecchiatura era per noi una novità assoluta, solo in Francia erano già in uso apparecchi prodotti in quel Paese, mentre da noi si è cominciato con qualche anno di ritardo rispetto ai cugini transalpini, ma i risultati sono stati formidabili. Infatti con il Mammografo si era finalmente in grado di localizzare la presenza anche di piccolissimi tumori “assolutamente asintomatici” (senza sintomi dolorosi) quindi in una fase precocissima dello sviluppo del tumore. Ciò ha portato a ridurre drasticamente la pericolosità del male, anche grazie all’evolversi delle terapie chirurgiche prima terribilmente devastanti ma poi, con gli studi di Veronesi, infinitamente meno invasive. E i progressi terapeutici sono stati  continui e incessanti, tanto che “un oncologo [specialista dei tumori] dopo cinque anni senza aggiornamento non è più oncologo” afferma Cappellini; e una sua giovane collega seduta di fronte a lui rincara la dose riferendo che progressi consistenti vengono effettuati addirittura “ogni sei mesi”. Si accenna anche a modernissime  tecniche di micro-istologia che consentono di scoprire i cosiddetti “falsi positivi” cioè quei casi che a un primo esame sono risultati “positivi” (cioè colpiti dal cancro) ma che invece non lo sono e quindi non sono da curare né da operare. Come ci sono purtroppo anche i “falsi negativi” che sono l’opposto dei precedenti: per loro sfortuna da un primo esame sono risultati “negativi” (cioè esenti dal cancro) ma successivamente (dopo due anni) si è visto invece che purtroppo erano “positivi” e che il tumore non era stato visto per un errore umano “forse dovuto alla stanchezza: non siamo infallibili”, ammette con umiltà Cappellini, e la voce si fa un poco velata.

E’ presente anche il PDG Arrigo Rispoli impegnato a spiegare, anche con alcune slide, il Global Grant con gli argentini: purtroppo questa sala è tristemente famosa per il rumore di fondo che impedisce agli oratori di essere ascoltati come meritano, così le parole di Arrigo paiono dissolversi nell’aria prima di poterle ascoltare, lui se ne rende conto perfettamente ma non c’è niente da fare se non…portare pazienza! Anche del Professore (Cappellini) ci siamo persi molte delle cose che ha detto, ma il succo è quello di cui sopra: sic in votis e…pardon!

Siamo in tutto un centinaio, di cui noi “sudisti” una buona sessantina, mentre i due Presidenti, Sandro Rosseti con la Presidente del Fiesole Marta Ghezzi, garbata e piacevole come sempre, sono  seduti accanto e   hanno diretto la serata in simpatica armonia, alternandosi al microfono in una distesa atmosfera di calda amicizia rotariana, che si è felicemente trasferita in sala, dove i Soci   hanno  giustamente  apprezzato il sapido menù della conviviale, dopo aver “spolverato” gli antipastini “volanti” serviti al vassoio dagli agili e sorridenti camerieri, mentre gli aperitivi sono offerti al buffet della veranda (riscaldatissima, per nostra fortuna). Pici al ragù di anatra, ottimi e  notoriamente caldeggiati dalle cucine perché “non scuociono mai”: qualcuno ancora ricorda che i pici erano la pasta adottata in passato dalle mense militari proprio per la loro tenace resistenza alla cottura, naturalmente non con il raffinato ragù d’anatra di questo eccellente primo piatto! Porzioni ridotte, ma offerte al vassoio in seconda battuta ai golosi commensali, molti dei quali non si sono tirati indietro, giustamente. Poi una bella sorpresa-spettacolo: due camerieri fanno il giro della grande sala per mostrare a tutti due splendidi  cosciotti dorati  di maiale arrosto sontuosamente adagiati su una leggera “barella”, prima della sporzionatura. Scattano i flash delle foto-ricordo, e poco dopo vengono servite cospicue porzioni con ottimo puré di patate, un classico che non stufa mai, con carciofi di stagione: anche qui bis a richiesta e a volontà, sia della carne che del puré.  Dulcis in fundo, naturalmente, e assai gradito, con caffè-ammazzatutto, niente liquorino ma …pazienza!

P.s. Riceviamo dal PDG Arrigo Rispoli, che ringraziamo vivamente, ampia documentazione del suo intervento da cui ricaviamo i dati seguenti, che riguardano il Global Grant internazionale: il costo totale del Mammografo è di $ 66.500 di cui $ 28.500 dal Fondo Mondiale, $19.000 cash dai vari Rotary Club e altri $19.000 di FODD (fondi di designazione distrettuale, cioè dal Distretto).

 

 

VIVA IL ROTARY!!!

 

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