PISA, IL DISTRETTO E LA PARTITA

Siamo tantissimi stasera 6 febbraio 2018 al Westin Excelsior, quasi una settantina, per ascoltare eventi pisani di vario genere: quelli avvenuti da pochi giorni saranno raccontati dal nostro eminente Socio PDG Franco Angotti. Gli altri, lontanissimi, si perdono nella notte dei tempi essendo di quasi cinquecento anni fa’, ma non si dimenticano: perché Firenze non può dimenticare chi ha perso la vita per difendere la sua libertà contro il nemico, straniero e invasore. Ma andiamo per ordine, prima il presente e poi…il trapassato remoto!

Il presente ci viene serenamente presentato, non senza un’ombra di turbamento nella voce, dal nostro Franco (Angotti, naturalmente…) a ciò calorosamente invitato dal Presidente Sandro Rosseti, impaziente come noi tutti di conoscere gli esiti di quella inattesa e inconsueta Assemblea Deliberativa dei Delegati dei Club del Distretto 2071 convocata a Pisa dal Governatore prof. Giampaolo Ladu il sabato 3 di questo mese.  Perché “prof.”? Sappiamo tutti che nel Rotary i titoli (professionali e non) sono tradizionalmente oscurati dalla semplice appartenenza Rotariana. Infatti i titoli non vengono mai menzionati, per cui  i dott. e i prof. sono sostituiti dalla carica Rotariana, la sola che il Rotary riconosce nel proprio ambito: Socio, Presidente e PP (Past President), Governatore e PDG (Past District Governor). Ma il nostro PDG parla ora esplicitamente del  prof. Ladu,  e il motivo ci deve essere, conoscendo la rigorosa accuratezza con cui sempre si esprime. E allora? Cosa è accaduto a Pisa perché Franco parli del Governatore (anche) come professore? E’ accaduto l’imprevisto: infatti il Governatore prof. Ladu, indiscutibile titolare di una “importante esperienza in materia legislativa”, ha ritenuto di “leggere le regole Rotariane in modo inconsueto ed originale” ignorando lo Statuto Distrettuale, regolarmente depositato secondo la Legge italiana, ritenuto (da Ladu) “non rilevante” in materia di elezione dei Governatori. Ha quindi presentato la sua “proposta distrettuale” sulla modalità di elezione del nuovo Governatore: tale proposta è stata votata e approvata dalla Assemblea dei Delegati, di cui faceva parte anche Franco come Delegato del nostro Club ,che dispone  di quattro voti elettorali, uno ogni 25 Soci. Come avverrà quindi la elezione del prossimo Governatore? Sarà ancora eletto dalla Commissione dei Past Governor come avvenuto finora?

No, non sarà più così: il nuovo Governatore sarà eletto da dieci (10) Commissari di cui cinque saranno Past Governor (PDG) mentre gli altri cinque saranno Past Presidenti di Club nominati tutti per sorteggio. Una vera rivoluzione copernicana, direbbe qualcuno, che (dice Franco) fu  proposta a suo tempo dal P.P.Carlo Francini Vezzosi, del R.C. Firenze, come Presidente di una commissione deliberata nel Congresso Distrettuale del Gov. Vignani, con evidente lungimiranza.  Sembra che qualcosa del genere avvenga nel Distretto di Milano, e forse anche in un Distretto del nostro meridione, ma ignoriamo con che risultati in termini di democratizzazione reale delle elezioni dei Governatori. Il nostro sistema di elezione del nuovo Governatore da parte dei PDG (Past Governor) ha funzionato tranquillamente fino allo scorso anno, quando per la prima volta i due candidati hanno ricevuto dai PDG lo stesso numero di voti e quindi si è dovuto far votare tutti i Club, che hanno scelto il candidato Massimo Nannipieri (RC Livorno). Vedremo presto come funzionerà, nella pratica, il nuovo sistema elettorale quando dovrà eleggere il Governatore 2020-2021: il Presidente Sandro Rosseti è parso un po’ preoccupato, mentre il nostro PDG Franco Angotti si è limitato a dire che “è giusto così” cioè è giusto che sia stata approvata la proposta del Governatore in carica, (già) professore Ordinario di Diritto Pubblico e docente alla prestigiosa Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Roma. Conclusione: Ladu essendo un super-professore che di Diritto se ne intende professionalmente non può che aver operato con la massima  competenza giuridica: ai posteri….

Siamo tutti sbalorditi, nessuno se lo aspettava, ma il nostro Presidente Sandro Rosseti, con esemplare tempismo, previene ogni discussione e batte tutti sul tempo parlandoci dei numerosi Club fiorentini presenti a questa importante serata: R.C. Firenze, Brunelleschi, Certosa, San Casciano Chianti oltre a Pietro Belli (RC Fiesole)  prossimo Assistente del Governatore Massimiliano Tacchi (2018-19).  Rosseti ci presenta inoltre un nuovo Socio Roberto Cutuli “amico, ottico in Pontassieve e commerciante, Rotariano di carattere e di spirito” che legge immediatamente il testo della “promessa Rotariana” previsto quando entra un nuovo Socio nel Club: con convinzione e sincero impegno. Benvenuto fra noi!

 A questo punto della serata…liberi tutti, proclama scherzosamente Sandro, non di andarcene a casa ma di sciamare allegramente verso il mega-buffet coordinato dalla nostra attivissima Gloria (Cellai). I vassoi si esibiscono generosi e ben apparecchiati con le loro offerte invitanti di antipasti freddi di porchetta e prosciutto al forno, per i più carnivori, alternati con felice accostamento cromatico al vassoio di salmone affumicato per gli amanti del pesce (sappiamo bene chi…) e a quelli ancor più “accesi” del rosso foncé di bresaola festosamente    disposta a corona nei tondi vassoi con fresca insalatina mista nel centro, ricca di aromatica rucola e tanto altro. Due offerte di primi caldi ci attendono nei cofani termici, uno di trofie rosse ai pomodorini freschi (forse) e l’altro di cospicui tortelli di magro, generosamente conditi “in bianco”. Patate novelle al forno con melanzane e peperoni grigliati sono tenuti ben caldi sulle capaci piastre elettriche che li sostengono, in attesa della ricotta fresca e parmigiano à morceaux che attendono a lato, con garbate ciotoline di miele per i più raffinati, e altre di gherigli di noce, mandorle e pistacchi. Dulcis in fundo cenci à gogo al fianco di uno splendido vassoione quadripartito e stracolmo di frutta fresca sia nostrale che esotica, in festosa quadricomia. Caffè a volontà, self-service alla macchinetta espresso, che ormai tutti noi ben conosciamo.    Brava Gloria!

La partita dell’assedio…sembra un romanzo ma è storia vera, verissima, documentata e…fortunata per Firenze. Ce ne parlano i Soci Giovanni Alterini e Luciano Artusi, con l’abituale entusiasmo e competenza sotto lo sguardo benevolo e  interessato di Simone Brogialdi, storico calciante del Calcio in Costume nonché PP Rotaract (del Firenze Sud, naturalmente!). Ci spiegano subito che  Carlo V (quinto) regnava sull’Europa e su mezzo mondo, ad esclusione della Francia e del papato di Roma, dal quale Carlo  aspirava di ricevere una bella incoronazione ufficiale a imperatore dei cattolici,  come lo fu a suo tempo Carlo Magno. Non facile da farsi perché il papa è un po' ondivago nelle sue simpatie politiche, è un papa-Medici ma i Medici non governavano più Fiorenza ,che li aveva cacciati (1527) per rifare una bella Repubblica, la terza, con tanto di Priori pescati dal fior fiore del grande  business fiorentino, cioè dalle Arti Maggiori (lana, seta, calimala cioè dei mercanti, giudici e notai, del cambio, medici e speziali, vaiai e pellicciai) che erano le strapotenti e ricchissime corporazioni medievali delle arti e dei mestieri. Niente Medici e niente aristocrazia. Firenze era una spina nel fianco sia dell’imperatore che del papa, in quanto dava noia all’uno che voleva un vassallo, e dava noia all’altro (il papa-Medici Clemente VII) che voleva “far fuori” la repubblica per tornare a comandare a Firenze. Così Carlo V mise Firenze sotto assedio, che durava da più di un anno quando si arrivò al carnevale del 1530 e la popolazione era così affamata che “erano scomparsi cani, gatti e per

sino i topi” dice il nostro Luciano (Artusi) : si mangiava solo quello che si riusciva a produrre entro le mura della città, sapientemente rinforzate da Michelangelo, e quel poco che si prendeva dal contado con rapide fuoriuscite notturne, sempre più pericolose per gli assediati.  La vita era grama ma al calcio non si volle rinunciare neanche con la città sotto assedio: così accadde che il 17 febbraio del 1530 si svolse regolarmente la tradizionale partita di Calcio in Costume sotto gli occhi esterrefatti dei nemici assedianti sulle colline intorno alla città. L’assedio poi continua per altri mesi, ma un’ultima  speranza viene da Pisa dove si trova Francesco Ferrucci  che parte alla volta di Firenze il 31 luglio di quell’anno, “passò dal pistoiese per prendere alle spalle Carlo V ma fu tradito dal comandante  Baglioni e a San Marcello fu aggredito da tre parti, si batté come un leone, fu ferito,  fatto prigioniero e portato morente su una barella improvvisata nella piazza di Gavinana” dove fu finito dal mercenario calabrese Maramaldo. Pochi giorni dopo Firenze “si arrese” e tornarono a comandare i Medici. Ma Firenze fu risparmiata dal saccheggio dei mercenari lanzichenecchi tedeschi grazie all’accordo di Carlo V con il papa, che poco dopo ( 24 febbraio 1530) lo incoronò Imperatore del Sacro Romano Impero ( sopra in un dipinto di Giorgio Vasari) come lui sognava: uno scambio di favori molto vantaggioso per Firenze, che perse la sua libertà repubblicana ma evitò di essere saccheggiata come era accaduto a Roma pochi anni prima, il 6 maggio del 1527. Una bella fortuna per Firenze, grazie al papa-Medici e alle ambizioni di quella grande famiglia che tornò così al potere nella città da cui era stata cacciata pochi anni prima (1527) con l ’avvento della terza Repubblica fiorentina durata solo tre anni.

 

Per ricordare degnamente quella partita-scherno giocata dai fiorentini sotto assedio “per deridere il nemico, rafforzare il morale dei cittadini e dimostrare agli assedianti che in città la vita continuava in tranquillità” si svolgerà anche quest’anno una partita straordinaria di Calcio in Costume nello stesso giorno in cui si svolse quella “vera” di 488 anni fa’: cioè il 17 febbraio. Ne parla il Presidente Sandro Rosseti invitando 40 Soci ad assistere alla partita grazie ai 40 biglietti offerti dal Club, una occasione imperdibile, resa possibile dalla collaborazione del  Comune di Firenze con la Associazione “Cinquanta Minuti” che riunisce i grandi “calcianti” del passato*: saranno 25 calcianti per ciascuna delle due squadre “di parte Bianca e di parte Verde” che si affronteranno in piazza Santa Croce (amichevolmente) alle ore 15 dopo il Corteo Storico dal Palazzo di Parte Guelfa alla Basilica di Santa Croce.

Finale travolgente con il potente grido di fine-partita esploso  improvviso dal petto del vitalissimo Luciano Artusi e ripetuto in coro da tutti i presenti: VIVA FIORENZA!   E naturalmente...

 

 VIVA IL ROTARY !!!

 

 

*e grazie anche alcuni generosi “sponsor”: ANT, Banco Fiorentino, C.A.L., Postini Fiorentini e VANGI. Grazie a tutti!

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