IL GENERALE E LE SIGARETTE

E’ il 4 settembre 2018 e siamo (quasi) una cinquantina nel “nostro” super-Westin-Excelsior ad accogliere ENZO SANTORO : il sorridente, ironico e mite Generale dell’IGM, cioè del glorioso Istituto Geografico Militare di via Cesare Battisti, ben conosciuto e molto amato dai fiorentini,  notoriamente grandi viaggiatori via terra ma curiosamente anche via mare fino dai tempi del grande  Amerigo Vespucci, che aveva casa qui accanto, in Borgo Ognissanti.    Quasi a conferma dell’indole viaggiatrice dei fiorentini il Presidente Claudio Borri comunica con evidente soddisfazione che Il nostro Club è felicemente reduce con 24 Soci  da una settimana trascorsa in Albania, proficua  e  significativa sia rotarianamente che culturalmente. E’ stato un viaggio impegnativo con incontri importanti, come la visita al Parlamento albanese, all’Università, al Rotary Club  Tirana e a numerosi luoghi con “risorse artistiche” degne di grande interesse.     Ma su questo viaggione Claudio ci pr omette una serata ad hoc, interamente dedicata ai racconti e alle immagini raccolte nel Paese delle Aquile, come viene ancora oggi chiamata l’Albania, che sarà forse nel mese di ottobre, quando qualcuno ci spiegherà  questo nome curioso…Ma Claudio ci informa poi di un piccolo incidente appena occorso alla cara Doris (sua moglie) mentre veniva in auto qui al Westin, fortunatamente senza conseguenze per lei. Ci accolgono nella “sala degli specchi” tanti antipastini allegri e policromi,  alcuni curiosamente “patriottici” (mozzarella su pomodoro e basilico, un simpatico tricolore tutto da mangiare…) sparsi generosamente sulle tante consolle grandi e piccole  della sala, una delle quali (consolle) interamente “dedicata” ai deliziosi frittini caldi offerti nei caratteristici supporti concavi abilmente ricavati da  qualche legno tropicale, che ne mantengono  il calore e ne facilitano la raccolta manuale  degli interessati, che sono tutti, o quasi. Aperitivi à volonté serviti da due operosi e sorridenti addetti all’apposito “banco”, in testa alla sala, dal prosecco al bianco-liscio, dal succo d’arancia a quello di pompelmo, patatine fritte e noccioline…Poi tutti a tavola per la cenetta estiva, servita a ritmi non proprio travolgenti (un’ora e mezza abbondante), ma glissons (non importa) perché il clima generale è quello del dopo-vacanze cioè  sereno, rilassato,  amichevole, con tutta la gioia di ritrovarci dopo la lunga pausa di agosto, ricca di bei ricordi pronti per l’uso, cioè per essere travasati a chi ci siede vicino, che generosamente ricambia (i ricordi): insomma un clima…veramente rotariano! Dopo l’ampia pausa, riempita con fitte conversazioni, arriva un raviolo gigante che riempie il piatto, sdraiato con la sua pancetta ripiena di burrata sul pallido sughetto rosso, per un po’ di colore e di freschezza estiva, molto appropriata. Segue, dopo una lunga sosta utilmente impegnata dai Soci in tranquille  riflessioni e  conversazioni sui temi più vari, un maxi petto di pollo ripieno di carciofi e pecorino: la porzione è da “calciante” del calcio storico fiorentino, o da rugbista prima della partita, cioè il doppio del normale, ma nessuno si lamenta, anzi…

Nell’attesa del dessert Loretta Lahr ci intrattiene sulla edilizia albanese da lei appena visionata in loco. E’ infatti una dei rotariani volati in Albania con Claudio, dove era già stata nel ’94, era quindi curiosa di vedere cosa è cambiato, urbanisticamente, nei tanti  anni trascorsi dopo la sua prima visita in Albania. L’edilizia attuale, secondo il suo parere, è “un po’ informe e senza radici culturali”, con casoni squadrati dappertutto al posto dei piccoli vecchi condomini a cinque piani della precedente era super- comunista di Enver Hoxha:  erano così bassi (i condomini)  perché erano stati costruiti tutti senza ascensore. Ora, nei casoni squadrati,  gli ascensori ci sono, e da ogni balcone spunta fieramente un bel condizionatore, forse non una bella vista ma per loro (gli albanesi che ci abitano) è probabilmente la più bella conquista dopo gli interminabili anni bui trascorsi dalla fine della guerra (nel ’46)  al crollo del comunismo (nel ’90) e alla lenta e faticosa conquista della prima democrazia parlamentare della loro storia, grazie anche all’ intervento militare dell’ONU (nel ’97). Ma ora tocca a lui, al Brigadier Generale Enzo Santoro (non Generale di Brigata perché addetto ai “servizi tecnici”, ci precisa su  richiesta di Claudio) che cavallerescamente passa la parola alla nostra Socia Grazia Tucci,  che ci spiega con semplicità il mistero di questa serata dedicata a Santoro: ecco com’è andata.

Nel 2011, dopo una sua relazione scientifica ai Lincei (Accademia Nazionale dei L., fondata nel 1603, “la più antica accademia scientifica del mondo, fra i suoi primi Soci Galileo Galilei”) la nostra Grazia Tucci fu garbatamente avvicinata da un militare pieno di stellette (tre) che le disse semplicemente: “Noi collaboreremo”. Lei rimase piacevolmente stupita di questa dichiarazione di interesse da parte di uno sconosciuto colonnello presente alla sua conferenza, ma tutto finì lì, e lei non ci pensò più. Finché…finché quattro anni dopo, nel 2015, Grazia ricevette dal Comune di Firenze l’incarico di fare il rilievo della cinquecentesca Fortezza da Basso, la fortificazione delle mura (“alla moderna” cioè a prova di cannone) voluta dai Medici (Alessandro) appena rientrati a Firenze, “per assicurarsi il controllo della città” giudicata evidentemente infida. Attualmente è la sede di Firenze Fiera, che ospita numerose mostre ed esposizioni, fra cui la popolare Mostra Internazionale dell’Artigianato, nell’ultima settimana di aprile fino al  1° maggio (da ormai 82 anni). Entusiasta di questo prestigioso incarico Grazia era curiosissima  di sapere come e perché il Comune si era rivolto a lei per questo lavoro così importante, e la risposta fu molto semplice quanto imprevista: “il Suo nome ci è stato fatto dal Colonnello Santoro, dell’Istituto Geografico Militare” favorendo così una utile collaborazione con l’Università di Firenze .   Il Colonnello nel frattempo è diventato Generale, e stasera è qui fra noi a parlarci del “suo” Istituto Geografico Militare, della sua storia e della cartografia antica e moderna, anzi modernissima basata anche  sull’utilizzo dei droni, che sono proprio la specialità e la grande passione della nostra Grazia. Quindi dai Lincei al Rotary il passo è stato incredibilmente breve, con Grazia che ha un incontro fortuito con Santoro ai Lincei di Roma, e con Santoro che si ricorda di lei al momento giusto e fa il suo nome al Comune per il rilievo della monumentale fortezza-simbolo di Firenze, che è oggi il principale centro espositivo della città. “Dopo questa presentazione ora posso camminare sulle acque…” dice scherzosamente Santoro avvicinandosi con passo rapido al proiettore delle slide che userà nei 20 minuti concessi da Claudio al suo intervento di stasera. Ma le sorprese non finiscono qui. Infatti, a un cenno del Generale, Claudio gli si avvicina e gli porge…una sigaretta: ma qui, ovviamente, non si fuma, e allora?

Quel gesto della sigaretta è  la rievocazione, forse un po’ “teatrale”, del mezzo fiasco del Generale quando non era ancora Generale, e che gli è costata, forse,  un po' di carriera. Infatti durante un suo incontro   con un “pezzo da novanta” (suo superiore, naturalmente) che gli chiedeva di fargli vedere delle “cartine” prodotte dall’Istituto Geografico Santoro gli rispose (ironicamente) che “le cartine sono quelle delle sigarette, non quelle dell’IGM, che produce carte geografiche, non cartine da sigarette…”. La risposta, anche se ironica,  non entusiasmò l’interlocutore, che in seguito probabilmente non si adoperò in favore della carriera di Santoro…Il quale però,  nonostante l’episodio di cui sopra, è brillantemente arrivato alla posizione (apicale) di  Capo del reparto informazioni geografiche dell’Istituto Geografico Militare (IGM), cioè “dell’organo cartografico ufficiale dello Stato italiano”  creato per “soddisfare tutte le esigenze del cittadino”,  per essere di  “supporto alle nostre Forze Armate in Italia e all’estero” e per “la manutenzione dei confini”. Infatti l’IGM produce le carte geografiche dell’Italia intera  in tutte le scale dal 25.000 al 50-100-250.000, cioè a partire dalla più dettagliata al 25.000, che è chiamata comunemente “tavoletta”. Perché è chiamata così?  Perché questo è il nome del supporto usato dai cartografi IGM per i rilievi “manuali” eseguiti sul luogo, come ha fatto anche lui (Santoro) fino a qualche annetto fa’(nel 1982, in Molise). E’ cioè una specie di “tavolino” su cui il “rilevatore” appoggia la carta per disegnare comodamente quanto ha rilevato sul terreno. Rilevare e disegnare le carte geografiche di tutta l’Italia è stato un lavoro molto lungo, ci vollero infatti 30 anni per completare la cartografia dell’Italia, tavoletta dopo tavoletta, dal 1872 quando il Governo affidò questo incarico all’ IGM, appena nato a Firenze allora  capitale del Regno d’Italia, e che qui è rimasto fino ad oggi.

Esso custodisce nella sede di via Cesare Battisti, ex convento della Santissima Annunziata, una bellissima “biblioteca geografica e cartografica con oltre 200.000 volumi” che riunisce quelli provenienti dai vecchi Stati pre-unitari, principalmente da Napoli e da Torino. Ci sono anche moltissime carte geografiche antiche, alcune vere opere d’arte,  di grande interesse storico e artistico, anche se non possono essere esatte come quelle realizzate in seguito dallo stesso IGM. Oggi si effettuano infatti “misure geodetiche di alta precisione” utilizzando anche i droni.

Esiste anche un importante Archivio dell’IGM (di cui Santoro è il responsabile) che contiene moltissime foto del territorio e delle città anche riprese da aeroplani sia sul territorio italiano che nelle nostre ex-Colonie: si tratta di centinaia di migliaia (!) di foto aeree e di foto storiche che sono tutte a disposizione del pubblico. Ma c’è perfino   un Museo degli strumenti tecnici che sono stati utilizzati dall’IGM per realizzare le sue carte geografiche: e tutto ciò è aperto al pubblico, consultabile e riproducibile, come afferma con evidente soddisfazione il nostro Ospite. Infine l’IGM è sede della Scuola Superiore di Scienze Geografiche per Master di 1° e di 2° livello e collabora con varie Università, fra cui Firenze e Siena “per migliorare il nostro lavoro, se no chiudiamo” conclude sorridendo il Generale Santoro, forse con la stessa vena ironica delle cartine delle sigarette! Grazie Generale, viva l’IGM  e naturalmente…

 

VIVA IL ROTARY!!

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