NUCLEI ESOTICI… MA NON TROPPO

Com’è arcinoto a tutti noi del R.C .Firenze Sud, quando il Presidente Claudio Borri proclama perentorio che siamo in ritardo di 5 minuti per “il generale risotto” non abbiamo scampo: non ci resta che conquistare , disinvolti ma rapidi, il nostro posto a tavola per scongiurare che un secondo richiamo piombi sulle nostre teste sotto la forma di un vero e proprio   anatema, paragonabile a quello di S. Paolo nella Lettera ai Galati, o ai Romani. A scampo di pericolosi anatemi  scattiamo come fulmini sulla nostra sedia…Ma il risotto dov’è? E’ proprio  lì dietro l’angolo dove  spunta  dalla cambusa (cucina) il vice-maître che tiene in braccio, come un bimbetto,  la grande conca d’argento (o quasi) del nostro risotto adagiandola con garbo nell’apposito scalda-biberon (pardon: scalda-vivande…) che lo  attende, ben in caldo per la tenue fiammella che lo mantiene a temperatura comme il faut, cioè  come Dio comanda.

 La folla dei Rotariani si scatena, spinta dal sano appetito delle 20:30 come qualunque mortale a quest’ora, a riempire la fondina di quel risotto che appare sì un poco palliduccio, e forse non particolarmente promettente. In realtà risulta essere un formidabile risotto al radicchio quasi rosso, tagliato a minuscole listarelle e quindi ben amalgamate col riso, di cottura perfetta, che lascia di stucco la mia vicina (Gabriella Bonechi, madre del giovane fisico nucleare alla sinistra di Claudio) che lo riprende tessendone pubblicamente le lodi, spontanee quanto inattese, e quindi assai gradite. Ma  al risotto si affianca rapidamente un’altra grande conca di penne rosse ai pomodorini di Pachino, di colore ben più vivace di quello un po’ spento del risotto (di cui sopra) e di sapore adeguato; ma quel risotto…ha un tale successo che viene letteralmente “spolverato” dai presenti, e la conca resta lì vuota testimone del gagliardo appetito dei nostri Soci. In pochissimi minuti, mentre aggrediamo i due primi-piatti della serata, i solerti camerieri agli ordini del vice-maitre, provvedono a tappezzare interamente di vivande la lunghissima  consolle di servizio, distesa lungo l’intera parete

della grande Sala degli Specchi che ci ospita stasera: con eccellente bresaola tagliata grossina, come dev’essere per gustarne l’intenso caratteristico aroma di montagna; con  galantina e rucola anche nella versione arricchita di uovo sodo; con un vassoione di modeste alucce di pollo al forno, molto alla moda ma inconsuete per questo albergone, apprezzabili nella loro modestia francescana perché saporite e in piccole dosi facilmente maneggiabili; con deliziose  palline di riso fritte con tante belle
verdurine (fritte) al centro di ciascun vassoio, molto apprezzate; con due vassoioni ovali di verdure grigliate miste: peperoni, melanzane, zucchini e  pomodorini disposti a raggera con  un colpo d’occhio spettacolare. Ma non sono da meno i due grandi vassoi di frutta fresca a tocchettoni, disposti con un gusto estetico  assai stimolante, accanto a due vassoietti stretti e lunghi  di biscotti secchi, forse non della casa ma più che accettabili, soprattutto quelli al cioccolato, a giudicare dai vuoti lasciati…

Il tavolo del Presidente stasera è veramente super-scientifico:  c’è chi parla di stelle (come fossero casa sua) e chi di droni (come fossero il sugo della pasta), chi parla di fisica nucleare (come fosse del  gatto di casa)  e chi di risoluzione (come fosse la pagina sportiva della Gazzetta) e chi  di algoritmi (come fossero gelati), chi della Facoltà di Fisica recentemente delocalizzata da Arcetri in quel di Sesto Fiorentino, con un panorama insignificante rispetto ad Arcetri ma con tanto spazio in più, dichiara soddisfatto   Lorenzo Bonechi, l’altro nostro ospite scienziato della serata, che si occupa di raggi cosmici. Claudio (Borri) ci sguazza alla grande in quelle conversazioni iniziatiche, ma non così il povero cronista a cui non resta che sperare nell’aiuto dello Spirito Santo quando il nostro ospite di stasera Giacomo De Angelis, professore di fisica nucleare a Legnaro (Padova) aprirà bocca sui suoi “nuclei esotici” e relativa “nucleosintesi stellare”.

 Fortunatamente sembra che De Angelis  la prenda  larga, infatti non ci parla subito degli annunciati “nuclei” ma di …cravatte: in effetti la sua e quella di Claudio sono curiosamente identiche, “sono le cravatte di Humboldt 2002” proclama  fieramente Claudio, ma ciò non basta a chiarire il mistero. Ma spiega subito che entrambi, lui e Giacomo, hanno ricevuto due Borse di studio dalla Fondazione Alexander von Humboldt, nata nel 1860 e rinata dopo la guerra nel 1953 per volontà del Governo tedesco che la finanzia al fine di  “promuovere la collaborazione tra scienziati tedeschi e di altri Paesi che vogliono trasferirsi in Germania per lavorare su un loro  progetto in cooperazione con istituti di ricerca tedeschi,  nel campo delle scienze naturali, della matematica e degli studi umanistici”. Proprio così, non solo nel campo delle scienze (come De Angelis e Borri) ma anche della letteratura, della filosofia, del diritto etc. Anche il nostro ex-Socio Scarselli (migrato in altro Club) era un ex-borsista Humboldt, ci informa Claudio, con una vena di rimpianto. Gli ex borsisti Humboldt  sono oltre 28.000 di 140 Paesi diversi, “tra cui più di 50 premi Nobel”. Insomma…siamo al top!

Fortunatamente lo  Spirito Santo di cui sopra è tempestivamente intervenuto fornendo un autorevole  breve testo esplicativo di alcuni dei misteri citati di De Angelis, che “non si dice certo di giustificare la caccia ai neutrini sparati in Spagna e misurati in Giappone [secondo l’audace presentazione di questa serata a cura di Claudio] : in realtà qualcosa di simile è stato fatto ma senza il suo coinvolgimento, ammette modestamente il nostro ospite,  producendo “neutrini al CERN di Ginevra e misurandoli ai Laboratori del nostro Gran Sasso”, senza bisogno del fantomatico tunnel [Ginevra-Gran Sasso] citato da un neo-ministro in carica, in vena di grandeur…

Volendo approfondire gli argomenti trattati si è parlato di “Nucleosintesi di elementi pesanti prodotti nei processi di cattura neutronica rapidi nelle Supernovae o stelle di neutroni coalescenti (che fondono l’una nell’altra)”. Inoltre “la recente (17 settembre 2017) osservazione della coalescenza (fusione) di stelle di neutroni in un evento chiamato KILONOVA ha permesso di confermare tale ipotesi”. L’osservazione di cui sopra “è stata fatta per la prima volta attraverso la rilevazione di segnali gravitazionali e elettromagnetici (astronomia multimessaggio)”. Infine De Angelis, ha discusso brevemente “l’attuale immagine dell’universo basato sulla presenza di materia oscura e la suggestiva ipotesi che gli effetti gravitazionali della materia oscura possano essere collegati alla estinzione di massa  verificatasi sul nostro pianeta, ipotesi sostenuta nel recente testo di Lisa Randall”. Materia oscura? “Solo il 4% della materia esistente è di natura ordinaria, il resto sia della materia che dell’energia è oscura,  cioè sconosciuta”: co

sì afferma De Angelis, sappiamo che c’è ma non sappiamo niente di essa. Sappiamo anche che ogni 35 milioni di anni aumenta la caduta degli asteroidi sulla terra e che l’ultima  estinzione di massa (anche dei dinosauri) è avvenuta 65 milioni di anni fa’ nel periodo detto Cretaceo: mancherebbero quindi solo 5 milioni di anni (65-35=30) per i fatidici 35 milioni di anni,  che sono l’intervallo di tempo fra gli aumenti di cadute degli  asteroidi sulla terra. Quindi la nostra epoca (era), che  è stata chiamata antropocene,  potrebbe essere l’ultima della razza umana, ma 5 milioni di anni sono tanti, per nostra fortuna.

Ma cosa sta facendo adesso il suo istituto, chiede qualcuno, incuriosito dalla relazione? Cerca di “produrre nuclei esotici per processi di cattura neutronica”: buona notte,  e…

 

VIVA IL ROTARY!!

 

P.s. Lo Spirito Santo di cui sopra ha un nome: grazie Giacomo!

 

 

Giacomo ( De Angelis ) con Filippo ( Cianfanelli)  e  Claudio ( Borri)

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