POLVERE   DI   STELLE…

Siamo quasi una quarantina il 4 dicembre 2018 al Westin Excelsior per un light dinner che è veramente stellare  grazie al tema galattico proposto dal nostro ospite di oggi: nubi interstellari e astrobiologia alla ricerca di nuove terre: più stellare di così… Lui è il Prof. Franco Gianturco, dai mille titoli accademici accuratamente illustrati da Claudio (Borri, il Presidente) nella tradizionale missiva di presentazione ante litteram dell’amico di turno. Questo è uno scienziato d’alto bordo (un quasi-Nobel) con trascorsi teutonici di studi e di riconoscimenti, come il Premio von Humbolt che ha “colpito” entrambi (Claudio e Franco) per loro fortuna, non solo scientifica. Franco ha avuto anche il raro privilegio (negli anni ’80 del ‘900) di “dottora re” in chimica quantistica la futura Cancelliera tedesca: SI’, proprio lei, Angela Merkel in persona, non ancora in carriera politica ma già sulla buona strada,  prima come “pupilla” del gigante (politico, e non solo) Helmut Kohl, poi come Presidente del suo partito (la DC tedesca) e infine come Cancelliera, cioè Capo di Governo della Germania riunificata, tuttora in carica ma in tenue ribasso di consensi elettorali. Tout passe…

Ma il “re risotto” (sempre caro a Claudio) reclama i suoi diritti, anche quando ci  sono lasagne come stasera,  per cui…tutti all’attacco del maxi-buffet stracolmo di tutto, forse per incoraggiare un generoso oblio dei Soci su alcune (non) lievi carenze pregresse nei recenti caminetti. Il nostro Prof (Franco) condivide in allegria il moderno self-service, ormai diffuso e gradito ovunque nel mondo (e in particolare nei Rotary d’Oltreatlantico e d’Oceania), stasera eccezionalmente gestito in prima persona dall’impeccabile Gavino (maître), impegnato a sporzionare professionalmente le ardue lasagne, sempre prontissime a piombare giù  dove non dovrebbero: grazie Gavino, ci sei mancato! In una inconsueta e monumentale “bacheca artica” sono offerti bresaola condita e rucola, prosciutto crudo con super-scaglie di parmigiano, burrata con pomodorini, mozzarella con pomodori e basilico tutto in quantità    adeguata, e lì accanto un regale “carpaccio” di pesce-spada  ben condito e pluri-decorato con fettine di arancia,  sbucciata  quindi pronta all’uso. Contorni caldi di verdure grigliate giacciono allegramente sdraiate in due enormi vassoi, su scaldavivande invernale, con melanzane, zucchini per “lungo”, peperoni gialli e rossi con una pioggerella arzilla di tomatini-tipo-pachino, strarossi e sapientemente aromatizzati con vero origano siciliano, o quasi: una incoraggiante scenetta in tecnicolor, e robustamente sapida. Dulcis in fundo: maxi macedonia per finire in bellezza, caffè a volontà.

“Cosa si può fare in tutto il mondo scientifico alla ricerca di altre terre? ” si chiede (per noi, cioè mettendosi nei nostri panni) il nostro Prof . Risposta: si raccolgono informazioni su tutto ciò che riusciamo a vedere con i telescopi, sia quelli terrestri che quelli spaziali, cioè anche con quelli infilati nelle sonde spaziali per osservare il cielo da qualche migliaio di chilometri dalla terra, senza che  la nostra atmosfera faccia da filtro sporco agli “occhi”  del telescopio. Ma anche sulla terra di può avere atmosfera pulita, afferma Franco: basta salire di altezza (altitudine), per esempio fino ai 5.000 metri del super-dry (asciuttissimo) deserto sulle Ande cilene di Atacama, dove è stato costruito (nel 2013) un super-radio-telescopio dagli europei in collaborazione con USA , Canada, Far East e Cile (Paese ospitante): ha 66 antenne ed è costato un miliardo di dollari.  Il suo nome è ALMA  , e non ha niente a che fare con il noto artista anglo-olandese fin-de-siècle Alma Tadema:  è  semplicemente  il solito misterioso acronimo che sta per Atacama Large Millimeter Array cioè Grande Rete Millimetrica di Atacama. Rete? Millimetrica? Rete perché le antenne sono 66,  “disseminate a distanze che vanno dai 150 metri ai  16 chilometri (!)”e sono tutte collegate fra loro.  Millimetrica perché studia la “luce”,  proveniente dai più “freddi” oggetti dell’universo, (luce)  che ha la lunghezza d’onda di qualche millimetro, o anche meno: cioè  da 3,6 mm in giù fino a 0,32 mm, fra l’infrarosso e le onde radio. Quelle 66 antenne non sono tutte uguali: 54 hanno il diametro di 12 metri e agiscono insieme come un singolo telescopio; 12 antenne sono più piccole cioè di 7 metri di diametro. Queste antenne  possono essere facilmente spostate sull’altipiano per dare ad ALMA una specie di zoom variabile a piacere,  come serve. Ma a cosa serve tutto ciò? Serve per osservare l’Universo freddo, cioè le nubi fredde dello spazio interstellare che hanno una temperatura poco superiore allo zero assoluto,  indicato come 0 K , che non è “ochèi”  è zero gradi Kelvin, cioè meno 273,15°C gradi centigradi, un bel freddino…Ma perché è così importante studiare quei ghiaccioli spaziali, quelle polveri ghiacciate piene zeppe  di umidità spaziale? Perché sono la cosa più lontana e antica dell’intero universo, che ci può aiutare a capirne l’origine e la data, cioè come e quando è nato. Quando è nato? Oggi sappiamo che è nato quasi 14 miliardi di anni fa’ con il famoso BIG-BANG e che la vita è comparsa sulla Terra dopo 3,5 miliardi di anni, cioè non appena nata ma 500 milioni di anni dopo la sua nascita, avvenuta 4 miliardi di anni fa’…

 Inoltre “ci sono regioni dello spazio in cui le aree luminose sono circondate da aree oscure che forse corrispondono ad altre stelle o altre terre di cui non sappiamo ancora quasi nulla: scoprire le proprietà di tali regioni e confrontarle con la nostra Terra è una delle grandi sfide” che la scienza cerca di risolvere anche con strumenti come ALMA. “La luce che riceviamo [dallo spazio] è la nostra sorgente di info: quali potrebbero essere le distanze di altre terre? Da quanto tempo ci mandano segnali?” Le distanze astronomiche come si misurano? Si misurano NON in chilometri ma in anni-luce che è il percorso della luce in un anno: la luce viaggia nel vuoto a quasi 300.000 chilometri al secondo, quindi un secondo-luce corrisponde a circa 300.000 chilometri. In un anno la luce percorre circa 10.000 miliardi di chilometri (10 con dodici zeri). Per esempio il Sole si trova a 150 milioni di chilometri dalla Terra che corrispondono a poco più di…8 minuti-luce: quindi la luce solare che vediamo è “vecchia” di 8 minuti, cioè è partita dal Sole  8 minuti prima di quando noi  la vediamo. Ben altre sono le distanze delle  altre galassie, come quella di Andromeda che dista dalla Terra 2 milioni di anni-luce, mentre le galassie più lontane distano…10 miliardi di anni-luce (!).    La nostra Galassia  ha delle dimensioni che sono anch’esse difficili da comprendere: che vuol dire 10 alla quinta anni luce? Cioè 10 alla quindicesima chilometri? Con quei telescopi si riescono  a fare queste misurazioni, anche se non è chiarissimo come facciano, e poi? Noi poveri mortali non riusciamo nemmeno a comprendere questi numeri, che sono importanti, sono affascinanti soprattutto quando sono illustrati da uno scienziato così chiaro e comprensibile come Franco, e noi gliene siamo grati, ne siamo affascinati, ci aiutano a ridimensionare il nostro piccolo mondo quotidiano rapportandolo a quello dell’Universo di cui Franco ci ha fatto intravedere qualcosa di sconosciuto ma reale, misurabile e misurato con quelle attrezzature fantascientifiche come ALMA, e chissà quante altre.

E la vita, dove comincia la vita, o meglio la “chimica” della vita che noi conosciamo? “Le regioni scure della nostra Via Lattea sono piene di gas e di polvere. Sono queste le regioni dove si formano stelle e pianeti”, afferma convinto e gentile il nostro  Franco, regioni ricche di Idrogeno, il più diffuso dell’Universo, Elio, Carbonio, Ossigeno e Azoto. E nei meteoriti  sono stati individuati ben  200 aminoacidi, ma  di cui solo 20 sono quelli a noi utili: ma allora la vita sulla Terra deriva da una “sintesi endogena” o da una “consegna esogena” ? Cioè la vita è nata sulla Terra o proviene da qualche meteorite piombatoci addosso chissà quando? E di cosa sono fatti gli esseri viventi del nostro pianeta? Precisa con calma Franco che noi siamo costituiti (per il 95%) di quattro elementi: H,O,C,N (Idrogeno, Ossigeno, Carbonio e Azoto) mentre i quattro elementi più abbondanti sulla Terra sono Si, Fe, Mg, O (Silicio, Ferro, Magnesio e Ossigeno). Franco osserva poi che la composizione degli esseri viventi assomiglia molto di più alla composizione delle nubi stellari e delle stelle che alla composizione del nostro pianeta, quindi cosa dobbiamo pensare? Elementare, caro Watson: veniamo dalle stelle! O no?      In entrambi i casi viva Franco e…

VIVA IL ROTARY!!

 

P.s. Claudio comunica con gioia e orgoglio (rotariano) che il nostro Rotaract è stato premiato per come ha realizzato il progetto distrettuale “66 gocce per Max”, ex-equo con il Rotaract Firenze Nord. Sono presenti stasera Tommaso Moretti e Vittoria Risaliti,  Presidente e Past President. Il “nostro progetto” si chiama: “Il bullo ci chiede aiuto” e consiste in un testo e in un video, che verranno illustrati in una nostra serata ad hoc (si spera presto). Il concetto-guida del progetto è che il bullo non debba essere colpevolizzato ma aiutato a risolvere il SUO PROBLEMA e così “liberare chi lo subisce”. A presto!

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