IL PALLINO DEL PROF…

Stasera 15 gennaio 2019 sembra quasi primavera e qui a Ognissanti, dove fino a ieri si gelava, un’aria mite scorrazza allegramente dal fiume alla Chiesa,  offrendo  agli increduli  viandanti quasi un anticipo di primavera.  Non illudiamoci troppo, il gelo è ancora dietro l’angolo in questo che è (statisticamente) il periodo più freddo dell’anno: ma tutto cambia, meteo compreso, forse è il suo bello, chissà, o forse no? Al solito “del doman non v’ha certezza”…

 “SERATA ENERGETICA”, sottolinea con enfasi il Presidente Claudio Borri autocitando (con tenue pudore) la sua lettera di ieri che presentava ai Soci l’ospite di stasera, il Prof. Francesco Martelli. Claudio conferma subito  (ultraconvinto) che stasera abbiamo fra noi un autentico super-BIG della nostra Università, nella quale Francesco ha promosso e diretto il Centro di Ricerca per le Energie Alternative e Rinnovabili (CREAR) con ben cinque facoltà scientifiche, oltre alla sua  Ingegneria Industriale: che  sono quelle di Agraria, Chimica, Scienza della Terra e Ingegneria dell’Informazione.  Com’è noto oggi non si chiamano più “Facoltà” ma “Dipartimenti”, anche se qualcuno preferisce ancora il vecchio nome di “Facoltà”, un po’ per antica  abitudine e un po’ perché è più umano (e umanistico) avendo il pregio di rimandare alla libera scelta degli esseri umani più che al loro intento divisorio, implicito nel termine francese da cui deriva storicamente il nostro Dipartimento (département), nato in “salsa francese” e poi (un po’) americana: départir significa “dividere”…

“Le energie rinnovabili sono un suo pallino” precisa Claudio, ma “non tutti coloro che ne parlano sanno veramente come stanno le cose”, anzi spesso “non ne sanno niente”. Come un certo “chiacchierone ” evocato da entrambi senza far nomi, alludendo forse a un famoso personaggio del mondo scientifico (italiano?), rispettatissimo nel suo campo ma non altrettanto  quando fuoriesce dal suo orticello, cioè dalla sua materia. Francesco (Martelli), insiste Claudio, sulle energie rinnovabili ha fatto ricerche scientifiche per tutta la vita, e tuttora fa consulenze di altissimo livello per alcune industrie italiane e per enti pubblici: insomma sa bene (anzi benone) quello che dice, e quando lo ascolteremo fra poco… speriamo di capire almeno qualcosa!      L’atroce dubbio (di capire qualcosa) scaraventa chi scrive nel più nero sconforto, mentre Francesco esordisce candidamente con un “cominciamo a togliere il velo del politicamente corretto e usciamo fuori dal mainstream (corrente principale)”….Che cosa avrà voluto dire? Semplicemente “usciamo fuori dalla corrente di pensiero dominante e dalla banalità delle convenzioni”, oppure anche qualcos'altro? Segue a ruota  (l’atroce) dilemma presentato con assoluta nonchalance (noncuranza)  dal serafico Francesco : “le energie alternative e rinnovabili sono realtà o utopia?” Crollano così tutte le certezze accumulate in una vita: ma come? Non sono loro il nostro futuro prossimo, non sono loro il nostro sole dell’avvenire, non sono loro che ci salveranno dall’inquinamento “cinese” e dalla prossima fine del petrolio e del gas naturale? Risposta categorica: “non scherziamo”, il petrolio non si sa nemmeno se finirà e tantomeno quando finirà, costa poco e ce n’è quanto se ne vuole. Idem per il gas naturale…E allora? Perché tanto lavoro, tante ricerche, tanti investimenti sulle energie rinnovabili quando è chiarissimo che costano troppo, almeno il doppio di quelle tradizionali cioè prodotte dal vecchio petrolio, dal vecchio gas naturale e perfino dal vecchissimo carbone, tuttora popolare nelle “terre del dragone rosso” (Cina) e in tutto il far east (estremo oriente) ?

Il perché non è ben chiaro, anzi non è nemmeno una domanda “scientifica” perché il vero “ricercatore” ricerca e basta, senza un fine immediato e tantomeno un fine economico dietro l’angolo: la domanda è più di natura antropologica (o filosofica). E’ cioè legata alla natura stessa della mente umana : l’ uomo, da Leonardo da Vinci in poi, è  un eterno cacciatore di novità e di alternative, e l’indefesso  inventore dei macchinari  che lo aiutino a risolvere (tutti) i suoi problemi, cioè a vivere meglio. Così quel grand’uomo, nato per caso nel paesino di Vinci (1452-1519) per morire  nella ospitale cittadina di Amboise in terra francese, non è mai veramente morto perché sopravvive felice in tutte le menti di tutti i ricercatori presenti, passati e futuri sparpagliati ovunque nel vasto mondo, che lo hanno come imitabile esempio e  sfolgorante  faro del loro avvenire di scienziati, ricercatori, artisti o inventori, com’era lui.

 Domanda inevitabile: ma l’energia delle centrali elettronucleari d i cui è piena Europa ma  dalla quale ci siamo autoesclusi, è  sicura? Risposta lapidaria di Francesco, in vena di battute: “La centrale nucleare italiana di Caorso è la più sicura di tutte perché… non è mai partita!”. Ma, precisa Francesco, noi di centrali nucleari non ne abbiamo volute ma siamo letteralmente circondati da quelle dei Paesi accanto, Francia, Svizzera, Austria, Germania e Paesi dell’Europa dell’est già in orbita sovietica come Ucraina (vedi Chernobil), Bielorussia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania oltre alla Russia che ne ha ancora dodici attive, nonostante tutto il petrolio e il gas naturale che ha “in casa” sia pari alla metà delle riserve mondiali. Quindi noi di centrali nucleari non ne abbiamo, ma i nostri vicini ne hanno anche per noi, infatti comperiamo da loro la energia elettrica che ci manca  per le nostre case e per le nostre industrie  che senza energia si fermano, e tutti a casa e anche al buio…

Una cosa utilissima e importante che possiamo curare, spiega Francesco, è l’efficientamento energetico, cioè cercare di  “rendere più efficiente tutto ciò (di elettrico) che usiamo” nella vita quotidiana, dalla illuminazione con lampade a forte risparmio (LED) agli elettrodomestici di casa come i frigoriferi, i condizionatori, il forno, la lavatrice e la lavastoviglie: su tutto si può risparmiare energia elettrica, consumare meno e spendere meno, anche il “20-30%” in meno, con modelli di recente produzione costruiti per consumare meno e…spengendo la luce dove non serve!

Il futuro dell’energia per il nostro Paese può venire anche dalle cosiddette “biomasse”, dice Francesco fra lo stupore generale: cosa sono? Sono bio-logiche quindi si possono mangiare? Ma cosa c’entrano con l’energia? NO, non si mangiano, si bruciano per produrre energia: le biomasse, come fonte di energia, sono tutti i residui e gli scarti dell’agricoltura e dei boschi, cioè delle campagne e delle montagne, e i rifiuti biodegradabili delle nostre città. Purtroppo le biomasse inquinano un po’, per cui hanno senso solo se si utilizzano quelle prodotte localmente,  “non quelle importate dall’Indonesia” afferma Francesco ironizzando su alcune pratiche commerciali assurde. Anche i pellet sono biomasse, sono prodotti in Italia dagli scarti di falegnameria - cioè dalla segatura, e sono molto diffusi nelle regioni fredde perché rendono (scaldano) molto, costano poco e sono venduti ovunque : dai ferramenta ai casalinghi e perfino dai benzinai. Inoltre le stufe a pellet non costano molto e si trovano anche nei piccoli centri di montagna.

Ma ci sono altri modi di produrre energia alternativa e rinnovabile a basso costo: la geotermia e il fotovoltaico, oltre delle storiche centrali idroelettriche di cui sono costellate le montagne lombarde e piemontesi ma che, pur avendo rendimento elevatissimo (90-95%) , nessuno le vuole più per ragioni di sicurezza dei paesi sotto le dighe, che pensano purtroppo a cosa accadde nel Vaiont… Per cui le dighe restano  vuote e inattive, quindi per ora inutili, ma forse in futuro ci ripenseranno e le rimetteranno in funzione se sarà necessario per  mancanza di energia elettrica da comperare sul mercato, o perché sarà diventata troppo cara via via che spengeranno le centrali nucleari dei Paesi intorno a noi.

 E la Geotermia? In questo campo della produzione elettrica in Toscana siamo dei pionieri indiscussi a livello mondiale, afferma Francesco fierissimo di questo record: infatti è dal 1905 che funziona in Toscana il primo impianto a Larderello (Pisa) e che fu   voluto dal nobilissimo fiorentino Piero Ginori Conti (1865-1939) per sfruttare i soffioni di acqua caldissima che fuoriesce da quei terreni per produrre l’energia elettrica. Deputato, Senatore e poi  Ministro Piero G.C. fu anche Rotariano,  Presidente del RC Firenze e Governatore del Distretto 46 nell’annata 1928-‘29. Oggi l’ENEL ha in quella zona trenta centrali elettriche alimentate dal vapore sotterraneo che producono (si dice) “il 10% dell’energia geotermica mondiale” . Che in Toscana siamo maestri di geotermia lo conferma un (amico) geologo del CNR di Firenze, dal quale (CNR) viene spedito regolarmente in tutto il mondo a spiegare come si fa, quando conviene, quanto costa, quanto tempo ci vuole…Dalla Russia all’India, dagli Usa al Kazakistan e alla Cina ovunque nel mondo spunta (da terra) un “fil di fumo” i governi del luogo cercano di sfruttarlo al meglio per produrre energia elettrica a basso costo, e non inquinante. E’ il meglio del meglio, sembrerebbe, almeno pensando all’uso sistematico che ne fanno in Islanda anche per riscaldare le case e le serre agricole con la geotermia, cioè con l’acqua calda. Essa sgorga inesauribile dal terreno vulcanico di quell’isola sperduta lassù nell’Oceano Atlantico fra la Norvegia e la Groenlandia, poco sotto il Circolo Polare Artico, ma benedetta dalla  natura che le ha regalato infiniti  fil di fumo (vapori caldi) che spuntano dovunque, e che gli industriosi islandesi hanno perfettamente “intubato ” e portato in tutte le case: riscaldamento gratis per tutti ed energia elettrica a basso costo! E noi? NO, noi no, non ancora, ma di energia elettrica geotermica ne facciamo tanta, ma i prezzi non sembrano calare…Cosa aspettano?

E il Fotovoltaico? E il Solare termico? Il sole non finisce mai, scalda e illumina soprattutto nei Paesi caldi come il nostro: quindi sfruttiamolo! E’ quello che stanno  facendo da alcuni decenni per produrre acqua calda sanitaria con  pannelli solari sui tetti delle case, che scaldano l’acqua al loro interno per le  abitazioni sottostanti, funzionano benone e fanno risparmiare sul gas o la elettricità. Ma sono i pannelli fotovoltaici a trasformare magicamente la luce del sole direttamente in elettricità. Hanno un’efficienza bassa (8% circa) e sono piuttosto costosi (2.000 € al Kw) e ingombranti (9 mq per avere 1 Kw)   ma il loro prezzo continua a calare col progresso della tecnica, che ne aumenta la efficienza: in laboratorio sono già arrivati al 40%, cioè cinque volte quella normale di oggi. Inoltre ci saranno le spese di smaltimento dei pannelli “esauriti”: dicono che durano dieci anni, ma in realtà durano molto di più, almeno venti, ma la loro produzione di elettricità cala col tempo. Insomma: per ora i pannelli fotovoltaici restano una bella scommessa sul futuro, che è sostanzialmente incerto e imprevedibile. Oggi l’energia elettrica prodotta complessivamente dal fotovoltaico non è significativa ma essa è molto importante per fornire elettricità dove essa ancora non arriva o non può arrivare, come nelle case isolate di montagna, sulle barche più piccole, lungo le strade e le autostrade, nei giardini pubblici e privati e soprattutto  sui satelliti ,in orbita intorno alla terra o  in viaggio verso mete lontane , nei quali è insostituibile: quindi viva il fotovoltaico, che (fra l’altro) rende abitabile la casetta di montagna di chi scrive!  

Poi ci sono le Pale Eoliche, quegli enormi “ventilatori” che vediamo talora spuntare sulle nostre montagne, o lungo le coste più ventose dei mari del Nord Europa, soprattutto in Germania e Danimarca. Girano col vento e girando producono corrente elettrica: ma in questa materia è “un’autorità indiscussa il vostro Presidente Claudio Borri”, afferma sorridendo Francesco, per concludere così  il suo discorso. Claudio potrà parlarcene diffusamente quando vorrà, e credo che molti di noi siano interessati alla materia, per cui siamo in trepida attesa di conoscere la data del lieto evento…propiziato dal nostro ospite di stasera, grazie Francesco!   E…

 

 

 

VIVA IL ROTARY !!

 

P.s. In questa “serata energetica” il Presidente Claudio Borri ha trovato anche l’energia per “spillare” il nuovo Socio Gherardo Verità, che ha già quasi trent’anni di Rotary sulle spalle ed è  veicolato al nostro Club dal PDG Franco Angotti. Gherardo ha dichiarato subito di mettere con gioia a disposizione del nostro Club la sua competenza informatica e gestionale, la sua buona volontà e…il suo buon senso Rotariano! BENVENUTO AL SUD!!

 

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